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Mondiali di calcio 2026

Olise porta lo snus ai Mondiali: cosa sono le bustine di nicotina che spopolano tra i calciatori

Uno scatto pubblicato da Michael Olise durante i Mondiali 2026 ha riportato l’attenzione sull’uso di snus tra i calciatori professionisti: tra diffusione crescente, possibili benefici nella riduzione del danno e rischi per la salute, il dibattito resta aperto.
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I social possono trasformarsi in un boomerang, soprattutto quando ogni dettaglio condiviso pubblicamente viene analizzato sotto la lente d'ingrandimento. Lo ha scoperto anche Michael Olise, talento della Francia e del Bayern Monaco, finito al centro di una discussione che va ben oltre il calcio.

Prima della sfida dell'esordio ai Mondiali 2026 dei Bleus contro il Senegal, l'esterno offensivo ha pubblicato una foto del proprio armadietto nello spogliatoio: tra maglia, calzettoni e parastinchi, però, gli osservatori più attenti hanno notato un particolare inaspettato: una confezione di bustine di nicotina accanto alla sua borsa. Un'immagine apparentemente innocua che ha immediatamente riacceso il dibattito sull'utilizzo di questi prodotti tra gli atleti professionisti.

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Non si tratta della prima volta che Olise viene associato a questo tipo di prodotti. Già durante la sua esperienza al Crystal Palace era stato fotografato con una confezione simile in tasca. Oggi, mentre il francese continua a brillare con il Bayern Monaco, l'attenzione si è improvvisamente spostata dal suo talento in campo alle sue abitudini fuori dal rettangolo di gioco.

La foto di Olise ai Mondiali fa discutere: cosa sono le bustine di snus e quali rischi comportano

Le bustine di nicotina vengono posizionate tra il labbro e la gengiva, permettendo l'assorbimento della nicotina attraverso la mucosa orale. A differenza dello snus tradizionale svedese, non contengono necessariamente tabacco, motivo per cui vengono spesso definite prodotti a base di "nicotina bianca". Al loro interno si trovano generalmente nicotina sintetica, cellulosa, sali, dolcificanti e aromi, con dosaggi che possono variare da 5 a 20 milligrammi per bustina e un effetto che dura dai 20 ai 60 minuti.

Lo snus, invece, è un prodotto originario della Svezia composto da tabacco finemente tritato, acqua e sale. Anch'esso viene collocato sotto il labbro superiore e garantisce un rapido rilascio di nicotina. Negli ultimi anni è diventato estremamente popolare nei paesi nordici e la sua diffusione sta crescendo anche nel resto d'Europa, compreso il mondo del calcio professionistico.

Sebbene l'assenza di combustione renda questi prodotti meno dannosi rispetto alle sigarette tradizionali, gli esperti sottolineano che non possono essere considerati privi di rischi. La nicotina rimane infatti una sostanza altamente dipendente e può avere effetti significativi sull'organismo. Studi scientifici hanno evidenziato aumenti della frequenza cardiaca, alterazioni metaboliche e una maggiore insulino-resistenza, fattore che potrebbe contribuire all'aumento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

I medici mettono inoltre in guardia sulle possibili conseguenze per la salute orale e cardiovascolare. Nel caso dello snus contenente tabacco, particolare preoccupazione è rivolta alle nitrosammine, sostanze riconosciute come cancerogene e associate a un aumento del rischio di tumori del cavo orale e del pancreas. Anche le bustine di nicotina prive di tabacco possono contenere contaminanti indesiderati come formaldeide, benzene, acroleina e metalli pesanti quali cadmio, piombo e arsenico.

Gli effetti di un'assunzione eccessiva di nicotina possono manifestarsi con vertigini, nausea e vomito. Nei casi più seri possono comparire diarrea, eccessiva salivazione, rallentamento del battito cardiaco, convulsioni e persino depressione respiratoria.

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Nonostante queste preoccupazioni, una parte della comunità scientifica considera le bustine di nicotina e lo snus strumenti di riduzione del danno rispetto al fumo tradizionale. La Svezia rappresenta spesso il principale esempio citato dai sostenitori di questa tesi. Oggi il paese registra il più basso tasso di fumatori dell'Unione Europea, con appena il 3,7% degli adulti che fuma quotidianamente. Secondo diverse analisi, la diffusione di alternative non combustibili avrebbe contribuito a ridurre in modo significativo le malattie e la mortalità legate al tabagismo.

Il fenomeno interessa sempre più da vicino anche il calcio professionistico. Una ricerca condotta su centinaia di calciatori delle principali competizioni inglesi maschili e femminili della Loughborough University, nella contea inglese del Leicestershire, ha rilevato che circa un giocatore professionista su cinque utilizza snus, bustine di nicotina o entrambi: un dato che ha spinto associazioni e staff medici a sviluppare programmi di monitoraggio e supporto specifici per gli atleti.

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Sul piano normativo, la situazione resta complessa: in diversi paesi europei lo snus non è ancora regolamentato in modo organico, poiché non contengono tabacco. Tuttavia, numerosi governi stanno valutando nuove misure per limitarne il contenuto di nicotina, restringere l'uso di aromi particolarmente attrattivi e introdurre regole più severe su confezionamento, sicurezza ed etichettatura.

Per Olise, probabilmente, quella pubblicata sui social era soltanto una foto come tante eppure è bastato un dettaglio sullo sfondo per trasformare uno scatto pre-partita in un caso mediatico. Sul campo, però, il calciatore francese mette tutti d'accordo.

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