Era il 25 gennaio del 2009 quando Josè Mourinho, al suo primo anno come allenatore dell'Inter, decise di far esordire Davide Santon dal primo minuto in Serie A contro la Sampdoria. Il terzino classe 1991, allora 17enne, da quel momento in poi fu uno degli intoccabili dello Special One nella sua formazione. In totale saranno 16 le presenze in campionato in quella stagione senza dimenticare le 2 presenze in Champions League negli ottavi di finale, sia all'andata che al ritorno, contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo“Ero piccolo, non sapevo cosa stessi facendo – raccontò in quegli anni – fino a qualche mese prima giocavo alla Playstation con lui.

È stato lui ad abbracciarmi a fine partita e al ritorno mi ha anche chiamato per scambiarci la maglietta". Un regalo di Mou a quel ‘bambino' proprio come l'aveva definito lo Special One alla vigilia della sfida contro il Torino in camposanto della stagione 2008-2009: "È molto abile negli inserimenti e può giocare anche a centrocampo – dichiarò il tecnico portoghese – Il ‘bambino' è bravo". Una volta trasferitosi in Inghilterra poi, Mourinho riferì ai media inglesi di aver trovato in Italia un giocatore davvero molto interessante: "Avevo Davide Santon in Serie A – disse Mou – Tutti dissero che sarebbe diventato ciò che è stato Maldini per il Milan, peccato per i due grossi infortuni che ha avuto".

Il rapporto tra Mourinho e Santon

Santon non ha mai dimenticato Mourinho e sarà sicuramente un'emozione immensa rivederlo a Trigoria una volta arrivato nella Capitale. “È l’allenatore che mi ha lanciato, ha sempre creduto in me – dichiarò qualche tempo fa nel corso di un'intervista – Più che un allenatore è stato un motivatore per me, mi ha aiutato tantissimo“. Mourinho in quegli anni lo formò sotto tutti i punti di vista: "Il ragazzo reagisce molto bene ed è felice di giocare, è anche contento di stare zitto e del fatto che il suo allenatore gli abbia proibito di parlare con la stampa – aggiunse lo Special One – E' molto felice di vivere in questo ‘low profile'". 

Ma purtroppo, il grande talento di Davide Santon è sbattuto contro il muro della sfortuna. Due brutti infortuni, tra il 2011 e il 2014, gli hanno chiuso le porte della Nazionale e del calcio italiano. Il punto più alto raggiunto da Santon è stato proprio quello relativo alla conquista del Triplete con l'Inter nel 2010. Oggi la possibilità di ritrovarsi di nuovo fianco a fianco a colui il quale prima di tutti ha creduto nelle sue qualità. E magari a 30 anni compirà l'impresa di recuperarlo completamente.