Mourinho punge: “Le mie parole manipolate, Chivu è un figlio”. E racconta la favola del giovane Josè

Josè Mourinho alla vigilia dell'ultima sfida del Benfica in Champions che vedrà i portoghesi affrontare i giganti del Real Madrid per quella che potrebbe l'atto finale stagionale europeo dei lusitani ha voluto precisare anche le sue precedenti dichiarazioni che tanto hanno fatto discutere quando ha parlato in modo più che sibillino di "piccoli allenatori" che si trovano ad allenare "grandi club". Il riferimento è andato direttamente al suo ex pupillo, Cristian Chivu, che si è trovato catapultato dal nulla a guidare un colosso nerazzurro. Ma lo Special One ha scacciato ancora una volta lontano le illazioni e puntato il dito sulla stampa, che ha strumentalizzato tutto: "Voi in Spagna avete parlato di Arbeloa, loro in Italia di Chivu. E' un problema vostro".
L'ultimo atto del Benfica di Mourinho in Champions
Una parentesi alla vigilia di una partita che molto probabilmente sancirà la fine della corsa in Champions dei Dragones portoghesi: con soli 6 punti anche in caso di successo i playoff restano un miraggio. Ma per Mourinho conterà il prestigio di chiudere davanti al proprio pubblico con un successo verso una delle sue tante ex squadre, il Real già sicuro degli spareggi e ad un passo dall'andare direttamente agli ottavi di finale. La parentesi è di tutt'altra matrice e riguarda le sue parole alla vigilia dell'altra gara Champions, rivolte a Spalletti.
Mourinho torna sulle sue parole su Spalletti e la Juventus
"C'è una qualità che io rispetto molto di voi giornalisti, cioè portare le cose nella direzione che vi interessa. La domanda che mi è stata posta è stata se mi sorprendesse che Spalletti allenasse la Juve", l'incipit dello Special One. "E la mia risposta riguarda una domanda molto oggettiva: se Spalletti lo fa, ah, aveva le condizioni per allenare la Juve. Questa è la domanda. La risposta è la difesa di Spalletti. Ovviamente non mi sorprende che Spalletti alleni la Juve e che allenatori con ottimi risultati, con ottimi CV, allenino i migliori club".
La favola di Mourinho: "Vi racconto la storia del piccolo allenatore dal gigante Benfica"
Poi, la parte più intrigante, quella dei riferimenti senza nomi, per poi raccontare una favola: quella di uno sconosciuto tecnico arrivato improvvisamente al Benfica. La favola del giovane José: "Quello che mi sorprende è quando un allenatore senza storia allena un grande club. È un riflesso che mi sembra normale e vi racconto una storia che riflette bene la situazione. Nel 2000, un gigante chiamato Benfica chiamò un allenatore che non aveva mai allenato nessuno per diventare allenatore del Benfica. Quell'allenatore" ha continuato Mourinho, "ha risposto: ‘Non ci vado perché non voglio fare l'assistente.' Perché pensavo volessero me come assistente. Alla fine mi volevano come capo allenatore. È stata la mia prima grande sorpresa da parte di un giovane allenatore che non aveva mai allenato nessuno. Va subito ad allenare un gigante. È successo anche a me. E fu con sorpresa che accettai quella situazione".
La stilettata di Mourinho ai giornalisti: "E' un problema vostro, Chivu è speciale"
Poi, la stoccata ai tanti "nemici" pronti a rumoreggiare, identificati questa volta a pari merito tra Italia e Spagna: "Agli italiani tutto questo è servito per poter parlare di Chivu. A voi spagnoli è andato bene per parlare di Arbeloa. Ma è solo un problema vostro" ha poi concluso. "Perchè sia Chivu che Arbeloa sono come miei figli. Non sono solo ex giocatori miei, ma anche ex giocatori speciali".