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Mourinho capopopolo, fa un gesto eloquente ai tifosi della Roma: è una raccomandazione

Dopo il pareggio di Dybala su rigore dal settore che ospita i tifosi giallorossi pivono in campo fumogeni. Il tecnico portoghese scatta dalla panchina e si rivolge ai sostenitori. Nel finale abbraccia i calciatori e alza i pugni in segno di esultanza.
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A cura di Maurizio De Santis
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José Mourinho nella veste di capo-popolo, si rivolge verso il settore dello stadio di Reggio Emilia occupato dai tifosi della Roma e li invita alla calma. Il gesto che fa il tecnico portoghese è eloquente: è una raccomandazione, un invito alla calma, a non lasciarsi trascinare né abbandonarsi al lato oscuro dell'entusiasmo.

Nel giro di un paio di minuti cambia tutto contro il Sassuolo: i capitolini rimontano e ribaltano il risultato (1-2) di una partita fondamentale per l'assalto al quarto posto che vale la zona Champions League. Il Napoli è lì, arpionato sul gradino che è come mettere una mano sul tesoretto della Coppa. È un'occasione d'oro, va presa assieme ai punti e poi scappare lassù.

È Kristensen a salire in cattedra: è lui a guadagnare il calcio di rigore che Dybala trasformerà in pareggio, col brivido di Consigli che intercetta la traiettoria e sfiora appena la palla infilatasi a fil di palo. E sarà sempre il danese a imprimere un graffio sull'incontro realizzando la rete del raddoppio.

La porzione di Mapei Stadium occupata dai supporter romanisti esplode. E se poco prima José era scattato dalla panchina per mettere un freno a quell'esplosione improvvisa di entusiasmo (quasi a volere dire: calma, calma… non è finita perché possiamo ancora vincerla) subito dopo l'uno-due micidiale conserva tutta la freddezza del tecnico di esperienza e va a dare altre indicazioni su come gestire la parte finale della sfida.

Il modo di vivere in maniera viscerale la simbiosi con il suo popolo si riverbera anche in altri momenti dell'incontro. Al triplice fischio dell'arbitro, Marcenaro (lo stesso sul quale aveva allungato ombre pesanti alla vigilia della trasferta), Mourinho va di nuovo verso i tifosi. Questa volta la mimica è di tutt'altro tenore: alza le braccia in segno di esultanza e di saluto, applaude, va ad abbracciare tutti i calciatori ed esce dal campo con il piglio della grande soddisfazione.

Il tecnico portoghese abbraccia i calciatori e applaude il pubblico di fede romanista.
Il tecnico portoghese abbraccia i calciatori e applaude il pubblico di fede romanista.

Mou era stato protagonista anche di un altro atteggiamento che non è passato inosservato. L'espressione del viso diceva tutto, il riferimento era a Berardi al quale aveva riservato questo tipo di giudizio a un giorno dal match: "Lo amo come calciatore, ma manca di rispetto al gioco". Cosa lo aveva stizzito questa volta? Al 12′ N'Dicka commette fallo proprio sull'esterno del Sassuolo, che è crollato toccandosi la faccia, nonostante fosse stato in realtà colpito al petto. Il direttore di gara, Marcenaro, ha lasciato correre per la norma del vantaggio poi, complice un fallo di Cristante, ha richiamato il difensore della Roma.

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