Mario Jardel oggi gestisce un bar: “Guadagno poco e devo pagare le bollette. Ma sono pulito da tempo”

Con il Porto è diventato una vera leggenda, ma oggi Mario Jardel vive una vita normale e tranquilla dopo aver superato la più grande delle tempeste. L'ex attaccante è tutt'ora un idolo in Portogallo dove ha segnato oltre di 160 gol in poco più di 4 stagioni, ma l'avversario più duro che ha affrontato è stata la tossicodipendenza: nel 2007, quando era ancora un giocatore, ha subito un'overdose e da quel momento ha cercato di aprirsi un varco per tornare alla normalità.
La dipendenza da alcol e cocaina ha condizionato la fine della sua carriera che si è conclusa nel 2012 in Arabia Saudita, di certo non nel modo in cui si aspettava. L'ex giocatore è tornato a Fortaleza, la sua città natale, e adesso parla apertamente dei problemi che ha dovuto affrontare, compresa la depressione. In un'intervista rilasciata a Globo ha raccontato il suo calvario. Oggi gestisce un bar e si occupa di altre attività con la sua famiglia, lontano dal mondo del calcio che però ricorda ancora con piacere.

La lotta alla tossicodipendenza di Jardel
Non si nasconde, ma ammette apertamente cosa è successo nel periodo più buio della sua carriera. L'ex attaccante ha vissuto l'apice al Porto, dove era diventato l'attaccante più prolifico di tutta l'Europa, ma qualche anno dopo è sprofondato nel vortice: "È come combattere un leone ogni giorno, senza dubbio. Per ogni tossicodipendente è una lotta quotidiana. Ho seguito alcuni trattamenti, sono guarito e sono forte, pronto a lasciare che le strade si aprano ancora di più. Non mi vergogno a dirlo; chi mi conosce sa che persona sono: una brava persona, che mi ha solo fatto del male".
Da quel momento sono cominciati lunghi anni di riabilitazione che ha affrontato tornando in Brasile, circondato dalla sua famiglia. È sparito dai riflettori del grande calcio ed è tornato a una vita normale senza i grandi soldi che portava a casa da calciatore:"Non guadagno più uno stipendio da un milione di dollari; mi sforzo di avere una vita ben regolata con la mia famiglia, prendendomi cura di tutto quello che ho passato. Dopo aver smesso di giocare, ora mi rendo conto che questo doveva cambiare, e così è stato. Ricevo molti inviti, soprattutto perché devo pagare le bollette, giusto?". È stato aiutato anche dalla grande fede che gli ha permesso di non perdere mai la speranza durante la guarigione: "Ho grande fede in Dio, che mi ha mantenuto in vita durante il mio cambiamento. Perché, nonostante tutto il male che ho fatto, potevo già essere morto, ma sono un uomo benedetto".
Jardel ha dovuto lottare anche contro la depressione: "È una lotta quotidiana. La depressione si insinua, i problemi, i fattori scatenanti… devi controllare la tua mente. Sono contento del mio stato attuale, sono pulito da molto tempo. Prendo i miei farmaci per dormire, prendo antidepressivi, non tanto quanto prima, ma ne prendo un po'…".
Il Grande Fratello e la politica
Dopo la carriera da calciatore ha deciso di entrare in politica ed è stato eletto deputato federale per il Rio Grande do Sul alle elezioni del 2014, ma al termine del secondo anno è stato messo sotto accusa dalla Procura della Repubblica per diversi reati, tra cui criminalità organizzata, appropriazione indebita e uso di documenti falsi: "Sono stato accusato di molte cose che non ho fatto; le persone che mi hanno fatto del male lo sanno. E non farò nomi qui. Salivo in ascensore per andare all'Assemblea, i rappresentanti volevano foto, non so cosa… Non sapevo dove andare, ho anche commesso errori nella scelta dei miei consiglieri. Ho commesso tutti gli errori, lo ammetto".

Gli sono serviti anni per rimettersi completamente, ma ancora oggi resta una vera star in Portogallo. Nel 2022 è stato invitato a partecipare a un'edizione locale del Grande Fratello riservata ai vip dove si è classificato quinto: "Sono stato rinchiuso per due mesi, niente alcol. Mi ha solo reso più forte, ha fatto bene a me e alla mia immagine, ne sono uscito in buona luce".
La carriera da calciatore
Prima di cadere nel vortice Jardel è stato uno dei migliori attaccanti tra gli anni '90 e i primi 2000: ha giocato tra Gremio, Porto, Galatasaray, Sporting Lisbona e Bolton Wanderers, ma in Potogallo è diventato una leggenda del calcio grazie ai tantissimi gol segnati che gli hanno permesso per due volte di vincere la Scarpa d'Oro, nel 1999 e nel 2002. È l'unico brasiliano ad aver vinto il titolo di capocannoniere sia nella CONMEBOL Libertadores che in Champions League e tra i momenti più alti della sua carriera c'è la vittoria della Supercoppa UEFA con il suo Galatasaray contro il Real Madrid, battuto per 2-1 grazie proprio a una sua doppietta.