March segna il gol della vittoria con il ‘trucco più vecchio del mondo’: il portiere non si accorge di nulla
Un gol da prestigiatore, costruito sfruttando un attimo di distrazione e una posizione praticamente invisibile agli occhi del portiere. Josh March, attaccante del Crewe Alexandra, è stato il protagonista di una delle reti più curiose del weekend di League Two, decidendo la sfida contro il Northampton con un'intuizione che ha lasciato increduli avversari e spettatori.
Il Crewe ha vinto 1-0 grazie a un'azione studiata nei minimi dettagli, o forse semplicemente nata da un'incredibile lettura della situazione. March, infatti, si è comportato quasi come John Cena, celebre per il suo tormentone "You can't see me": quando Zach Jeacock aveva ancora il pallone tra le mani, l'attaccante si trovava fuori dal terreno di gioco, alle spalle del portiere e addirittura oltre la linea di fondo.
March sbuca dal nulla e segna a porta vuota: protese del Northampton
L'episodio è avvenuto poco dopo l'inizio della ripresa. Jeacock aveva appena neutralizzato una conclusione rasoterra di Calum Agius e, dopo aver controllato il pallone, ha deciso di portarsi qualche metro più avanti per impostare l'azione appoggiando la sfera a terra senza accorgersi che March era nelle immediate vicinanze. L'attaccante del Crewe ha aspettato il momento giusto e, appena il pallone è diventato giocabile, è rientrato in campo alle spalle dell'estermo di piombando sulla sfera e depositandola nella porta completamente sguarnita.
Una giocata rapidissima, tanto semplice quanto difficile da leggere per chi era in campo. Il portiere non si è accorto di nulla e anche i difensori del Northampton hanno reagito in ritardo: le proteste sono state immediate, ma l'arbitro ha convalidato la rete.
Un vecchio trucco che torna a fare discutere
L'episodio ha inevitabilmente riportato alla memoria una giocata simile realizzata da Dion Dublin nel 1997, quando l'allora attaccante del Coventry City riuscì a sorprendere Shay Given, portiere del Newcastle, con una strategia praticamente identica. Anche quella rete venne convalidata e da allora è rimasta uno degli esempi più curiosi di opportunismo nel calcio inglese.
Anche il calcio italiano ricorda un episodio simile ma risalente a molti anni fa: in occasione di Inter-Liverpool, semifinale di ritorno di Coppa Campioni 1964-1965, Peirò si nascose alle spalle del portiere Clemence e gli rubò il pallone prima di infilarlo in porta.
Un colpo di furbizia che vale tre punti e che, soprattutto, ha riportato in scena uno dei trucchi più antichi del calcio: sparire dalla vista del portiere e ricomparire proprio nel momento in cui meno se lo aspetta.