"Siamo la Juve! Siamo la Juve!". L'urlo di Demiral dopo i gol di Alvaro Morata. L'abbraccio e il testa a testa affettuoso con Andrea Pirlo a fine partita. Sono le immagini che fotografano alla perfezione la vittoria dei bianconeri nella sfida contro la Lazio. Il difensore turco, ex Sassuolo, lancia quel grido di battaglia che rimbomba all'interno dell'Allianz Stadium. Non è una semplice esultanza ma la dimostrazione della grande carica emotiva con la quale la squadra ha affrontato il match. Quell'espressione rivolta verso la panchina è come aver preso lo scalpo dell'avversario, la certezza di aver conquistato un successo meritato, cercato, strappato con con testa e cuore, di gamba, tenendo botta anche nel momento peggiore.

Demiral s'è piazzato nel cuore della difesa e l'ha guidata con grande determinazione. Pirlo gli aveva chiesto grande sacrificio, a lui come ai compagni di squadra schierati anche in posizione insolita con Bernardeschi terzino sinistro e Alex Sandro addirittura più accentrato nel pacchetto arretrato. Il turco ha ripagato la fiducia alla sua maniera. In campo ha conquistato i tifosi. In campo ha convinto l'allenatore che a fine match lo ha avvicinato, gli ha stretto la mano e accettato quel gesto (il testa a testa) tra combattenti che ce l'hanno fatta. Demiral il duro come Gentile o Kholer fino a Paolo Montero.

Tre punti pesanti che spingono la ‘vecchia signora' a ridosso del Milan. Tre punti ottenuti cin grande carattere, reagendo nel migliore dei modi al gol improvviso, inatteso di Correa dopo appena quindici minuti. Una rimonta gestendo gli uomini, ritrovandocalciatori importanti e permettendosi il lusso di lasciare Cristiano Ronaldo in panchina.