Luka Modric indignato dopo il finale di Portogallo-Croazia: “Sono successe cose incredibili”

La delusione della Croazia dopo l'eliminazione dai Mondiali 2026 contro il Portogallo è stata accompagnata da forti polemiche arbitrali. Due ore dopo il fischio finale, mentre la delegazione lasciava lo stadio di Toronto, Luka Modric si è fermato a parlare con i giornalisti nonostante la grande amarezza e la consapevolezza di aver probabilmente disputato la sua ultima partita in una Coppa del Mondo.
Il centrocampista croato, che ha giocato la sua partita numero 202 con la nazionale, ha puntato il dito soprattutto sul gol annullato nei minuti di recupero a Josko Gvardiol, rete che avrebbe portato la sfida ai tempi supplementari, e ha espresso i suoi dubbi sull'arbitraggio del norvegese Espen Eskas: "Sono successe cose incredibili. Cosa ci ha detto l'arbitro? Che Matanovic ha toccato il pallone, ma abbiamo visto le immagini e non c'è alcuna prova che l'abbia toccato. Se non tocca il pallone, non è fuorigioco".

Le critiche di Modric hanno riguardato anche il rigore concesso al Portogallo e trasformato da Cristiano Ronaldo, episodio sul quale il fuoriclasse croato ha espresso forti perplessità: "Alcune cose non sono andate come ci aspettavamo. Quel rigore… se fosse successo il contrario, il VAR non sarebbe mai intervenuto. All'inizio, quando è stato introdotto il VAR, ho detto che non mi piaceva. Poi, col tempo, è utile per alcune cose, ma lo usano in modo scorretto o selettivo, o a seconda delle dimensioni della squadra".
Il capitano croato ha proseguito così: "Il VAR dovrebbe intervenire se si tratta di un errore al 200%, ma se non lo è, se è in una zona grigia, non si può dire nulla. Non ha senso chiamare il VAR. Questo non è rigore. Entrambe le squadre si trattenevano, spingevano, Vlasic non lo ha tirato giù, lo ha trattenuto, e sono caduti entrambi. Ecco perché non si può giudicare un rigore del genere in una partita come questa".
Modric: "Quel rigore… se fosse successo il contrario, il VAR non sarebbe mai intervenuto"
Modric ha ribadito di non condividere l'attuale interpretazione del protocollo VAR, sottolineando come, a suo giudizio, la tecnologia dovrebbe intervenire esclusivamente in presenza di errori evidenti: "Ecco perché dico che dovrebbe essere usato solo se l'errore è del 200%. Se si può trattare una cosa in un modo o nell'altro, non si ha voce in capitolo. Questo mi dà fastidio e ci fa sempre male".
Il numero 10 ha continuato il suo discorso non modificando i toni molto duri: "Che dire… andiamo avanti, non ci lamenteremo, ma certo, alcune cose mi danno fastidio perché il destino decide, decide il tuo stato d'animo per tutto ciò che fai, per i sacrifici che fai, per ciò per cui lavori così duramente, per ciò per cui lotti… Ci sono giovani giocatori che vengono qui e poi fai loro una cosa del genere… Ci fa sempre male".
Nonostante la rabbia, il Pallone d'Oro 2018 ha voluto chiudere con un messaggio d'orgoglio rivolto alla sua nazionale: "Non ne parlerò più. Possiamo essere orgogliosi di come abbiamo giocato, di come abbiamo lottato, di come abbiamo rappresentato la Croazia, soprattutto nel secondo tempo. Questa è la Croazia che tutti conoscono, quella per cui siamo così rispettati e amati in tutto il mondo. Comunque, andiamo avanti, ora si ricomincia, e questo è tutto".
A chi gli ha chiesto del suo futuro, Modric ha risposto in maniera netta: "Non è il momento di parlarne adesso. Il mio futuro, comunque, lo scoprirete presto".