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L’Udinese smonta il complotto salvezza: “Noi i risultati siamo abituati a conquistarli sul campo”

Il direttore generale dei friulani, Collavino, replica alle parole del presidente dell’Empoli, Corsi, e attacca. “Lamentele incomprensibili. E il rigore dato ai toscani lascia perplessi”.
A cura di Maurizio De Santis
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L'Udinese non ci sta a farsi sparare addosso. E dopo la sortita in radio del presidente dell'Empoli, Fabrizio Corsi, replica duramente alle parole del massimo dirigente dei toscani. Se l'uno ha scelto l'ironia, alimentando sospetti sugli effetti del peso politico di alcune società e alcuni dirigenti, l'altra ha deciso di usare toni forti per difendersi e attaccare.

L'ultima giornata di campionato aggiungerà un terzo nome a Salernitana e Sassuolo già retrocesse in Serie B. Nella lista figurano, oltre alla squadra di Nicola, i friulani, il Verona e il Frosinone: combinazione di risultati e classifica avulsa tracciano una linea spartiacque. Da un la permanenza in Serie A, sia pure aggrappati al ciglio del burrone, dall'altra lo sprofondo. "L'Udinese è abituata a conquistare sul campo i risultati e a raggiungere così i propri obiettivi – ha ammesso il direttore generale, Franco Collavino, all'Agenzia Ansa – evitando di strumentalizzare il potere mediatico o ricorrendo a condizionamenti diretti o indiretti".

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Messaggio chiaro. Tanto basta per indirizzare il tono della risposta dopo la riflessione del massimo dirigente toscano. I bianconeri friulani partono da qui per smontare, pezzo dopo pezzo, le contestazioni relative ai due episodi che avrebbero condizionato – secondo gli avversari – l'esito dell'incontro. La rete di Maleh annullata per una scorrettezza di Niang su Christensen, il rigore concesso al termine del maxi-recupero sono le situazioni della partita che hanno fatto schiumare rabbia all'Empoli. A Udine li mettono in controluce e li destrutturano, sollevando obiezioni sul penalty dato al 90° proprio ai toscani.

Episodio numero uno: la rete non convalidata col Var all'Empoli. "Da un punto di vista regolamentare, il volto ed il capo sono parti del corpo particolarmente delicate per un calciatore, per cui l'intervento del Var, che ha decine di inquadrature a disposizione per valutare l'episodio, non lascia spazio a dubbi, considerando che Niang colpisce al volto Kristensen con il gomito".

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Questione numero due: le contestazioni sul recupero extra-large e il rigore del pareggio. "Incomprensibili le lamentale sul prolungamento del tempo di recupero, inizialmente di 5 minuti, concesso da Guida durante il quale si perde 1'15" per l'esultanza del gol di Niang, 1'05" per i crampi di Luperto e 1'25" per la battuta di calcio di punizione a nostro favore. Per cui i numeri confutano anche questa tesi sul rigore a nostro favore fischiato oltre la fine del recupero, ulteriormente protrattosi per un problema tecnico in sala Var. Rigore cristallino e che avrebbe dovuto comportare l'espulsione diretta di Fazzini trattandosi di una chiara occasione da gol negata".

Ultimo riferimento alla massima punizione accordata all'Empoli. Una decisione piena di ombre secondo i friulani. "Le immagini evidenziano come i due giocatori arrivino insieme sulla palla, anzi, l'attaccante dell' Empoli intervenga con la gamba tesa". 

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