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L’Iran si autoesclude dai Mondiali: “Nessuna possibilità”. Come funziona la regola sul ripescaggio

Di fronte al “no” espresso ufficialmente dal Governo iraniano, la FIFA dovrà colmare il “buco” il prima possibile e nel modo più opportuno. Scatterà l’articolo 6 del regolamento che non esclude anche la remota possibilità di ripescare l’Italia.
A cura di Alessio Pediglieri
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Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump "apre" alla partecipazione della Nazionale iraniana ai prossimi Mondiali ospitati dagli USA insieme a Canada e Messico, è arrivato in contemporanea il "no" da parte di Ahmad Donjamali, il Ministro dello Sport dell'Iran: "Nessuna possibilità di parteciparvi". Ora dovrà decidere la FIFA cosa fare: tra i possibili sostituti potrebbe rientrare anche l'Italia di Rino Gattuso in base all'articolo 6 del regolamento.

La riposta dell'Iran a Trump e Infantino: "Nessuna possibilità di partecipazione"

Il conflitto nel Golfo Persico sta avendo fortissime ripercussioni anche sul fronte sportivo e calcistico in particolare coinvolgendo in primo piano i Mondiali 2026 in programma dalla prossima estate dove sono diminuite nelle ultime ore drasticamente le certezze sulla presenza della Nazionale iraniana, qualificatasi sul campo e inserita da tempo nel Gruppo G insieme ad Egitto, Belgio e Nuova Zelanda. Malgrado le parole rassicuranti di Donald Trump, poi confermate dal presidente FIFA Gianni Infantino, ciò che è giunto direttamente dall'Iran sembra porre fine ad ogni eventuale trattativa e ripensamento: non ci sarà nessuna partecipazione.

"Dal momento che questo Governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in diretta TV, riferendosi ovviamente agli Stati Uniti. "Sono state intraprese misure malvagie contro l'Iran" ha poi continuato, "ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare".

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Cosa prevede l'articolo 6 del regolamento FIFA sul ripescaggio ai Mondiali

Capitolo chiuso dunque, sul fronte aspettative ma aperto su ciò che ora dovrà e potrà accadere. Perché l'assenza dell'Iran apre un "buco" che la FIFA dovrà colmare il prima possibile e nel modo più opportuno. Con una certezza: in base all'articolo 6 che conferisce alla FIFA il pieno potere discrezionale di sostituire una squadra ritirata o esclusa, solitamente attraverso una decisione del Consiglio federale. Per mantenere l'equilibrio tra le Confederazioni, la FIFA tenderebbe a scegliere un'altra nazionale asiatica, come l'Iraq che deve disputare lo spareggio intercontinentale il prossimo 31 marzo.

Se sostituisse direttamente l'Iran, si libererebbe a sua volta un posto nel torneo di qualificazione finale che verrebbe preso dagli Emirati Arabi Uniti, la squadra con il miglior ranking tra le non qualificate. Se il ritiro fosse ufficializzato solamente a ridosso dell'inizio del torneo che inizierà il prossimo giugno 2026 senza i tempi tecnici per gestire visti internazionali e logistica la FIFA potrebbe decidere anche di non sostituire l'Iran, trasformando il Gruppo G in un girone a 3 squadre: in questo scenario, tutte le partite in tabellone contro l'Iran verrebbero dichiarate vinte a tavolino per 3-0.

Le possibilità dell'Italia: l'ultima parola spetta solo alla FIFA

Nelle scorse settimane si era vociferato anche di un clamoroso ripescaggio dell'Italia ma resta una ipotesi altamente remota anche se non impossibile a norma di regolamento. La FIFA non ha "l'obbligo" di sostituire l'Iran con un'altra nazionale asiatica ma la "facoltà". Cosa significa? Che potrebbe anche scattare la possibilità di ripescare la squadra con il ranking mondiale più alto tra le escluse, ovvero gli Azzurri di Rino Gattuso, sempre che non riescano a qualificarsi attraverso i prossimi playoff.

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