L’ex proprietà del Milan smentisce le accuse di multiproprietà occulta: “Siamo delusi”

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Il fondo Elliott, ex proprietario del Milan, esce allo scoperto con una nota in risposta alle accuse sulla presunta gestione contemporanea di due club: i rossoneri e il Lille.

Il fondo Elliott rompe il silenzio dopo quanto sta emergendo sui presunti rapporti tra il fondo statunitense, il Milan e il Lille nel periodo compreso tra il 2020 e il 2022. Ma andiamo con ordine. Gli ex proprietari del club rossonero sono entrati a gamba tesa con una nota per smentire quanto fatto dal quotidiano francese l'Equipe il quale sta portando avanti un'indagine sui potenziali conflitti d'interesse e delle norme UEFA sulla multiproprietà nei club calcistici, le quali vietano a un singolo soggetto di esercitare un controllo o un'influenza determinante su più società partecipanti alle medesime competizioni europee (come accaduto tra Milan e Lille in Europa League e Champions League negli anni considerati). L'Equipe ha voluto infatti riaprire il dibattito sui legami storici tra le due società insinuando che Elliott gestisse una "multiproprietà di fatto". E così il fondo statunitense è uscito allo scoperto con una nota ufficiale:

"I magistrati italiani hanno esaminato e valutato tutto questo materiale, nel suo corretto contesto, e hanno raccomandato l‘archiviazione del procedimento senza alcuna accusa. Siamo delusi, ma non sorpresi, nel constatare che, poco prima che tale raccomandazione venisse esaminata da un tribunale italiano, alcuni materiali selezionati siano stati divulgati pubblicamente, molto probabilmente da una controparte frustrata e incline a iniziative legali pretestuose, che non ha ottenuto successo in nessuna delle numerose azioni legali intraprese. La UEFA ha già esaminato la questione e ha stabilito che Elliott non esercita alcun controllo o influenza determinante sul Lille. L’unico rapporto di Elliott con il Lille è sempre stato quello di finanziatore. In parole povere, nessuna di queste accuse ha fondamento".

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Tutto iniziò nel 2020, quando il Lille passò dalla gestione di Gerard Lopez al fondo Merlyn Advisors (guidato da Alessandro Barnaba e Maarten Petermann). Elliott, che era già creditore del Lille, finanziò l'operazione per ristrutturare il debito del club. L'Equipe nel corso del tempo ha citato e messo in evidenza scambi di email, messaggi interni e documentazione finanziaria. Tra questi anche una conversazione del giugno 2022 tra Maarten Petermann (Merlyn), Giorgio Furlani (all'epoca manager di Elliott e dirigente del Milan) e Gordon Singer (figlio del fondatore di Elliott, Paul Singer).

Secondo il quotidiano francese, tali strutture finanziare e legami personali avrebbero garantito a Elliott un potere di influenza diretta o indiretta sulla gestione del Lille ben superiore a quello di un semplice creditore esterno, portando il quotidiano a sollevare dubbi sul rispetto del Regolamento UEFA. Una questione già emersa negli scorsi anni. Ecco perché Elliott si è ritrovato a ribadire ancora una volta a rispedire al mittente le accuse sottolineando come le strutture di debito, i contratti e l'organigramma dei due club siano già stati passati al setaccio dagli organi ispettivi della UEFA e dalle autorità italiane, senza che sia mai stata riscontrata alcuna violazione sulle norme di multiproprietà o influenza di gestione.

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