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L’ex arbitro Cesari spiega perché non c’era il rigore all’Atalanta per mano di Bremer: “È l’anti-calcio”

L’ex arbitro Graziano Cesari boccia la decisione presa in Atalanta-Juventus di Coppa Italia dopo il rigore assegnato alla Dea per fallo di mano di Bremer: “Ti posso dire una cosa? Questo è anti-calcio per me”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Atalanta-Juventus è stata una partita molto discusso. Il risultato di 3-0 dei bergamaschi sui bianconeri è una mazzata per una squadra in crescita e in salute come quella di Luciano Spalletti, ma nel mezzo della sfida ci sono stati due episodi arbitrali dubbi che hanno fatto infuriare il popolo juventino. Il primo riguarda chiaramente il calcio di rigore assegnato alla Dea e poi realizzato da Scamacca che è valso il vantaggio per la squadra di casa. Ederson va al cross e la palla, non cambiando traiettoria, sfiora la mano di Bremer e finisce poi tra le braccia di Perin.

Il centrocampista dell'Atalanta non accenna a nessuna protesta così come gli altri giocatori in campo. Addirittura Scamacca applaude il compagno di squadre per l'iniziatica. Dopo un minuto e quindici però il VAR Abisso segnala all'arbitro Fabbri un'irregolarità fino ad arrivare poi, dopo revisione al monitore, il tiro dagli undici metri. Nel corso di Sportmediaset subito dopo la partita ad analizzare l'episodio c'era l'ex arbitro Graziano Cesari che condanna fortemente la decisione presa: "Questo è l'anti-calcio".

Il momento in cui l’arbitro va al monitor.
Il momento in cui l’arbitro va al monitor.

L'ex direttore di gara, analizzando alla moviola l'episodio, si dice contrariato da quella decisione e spiega i motivi del suo disaccordo: "Perché ci sia calcio di rigore ci deve essere poca distanza ravvicinata, la mano verso il pallone e il movimento innaturale del braccio che non sia giustificato dalla corsa o dal movimento del calciatore che in questo momento sta cercando di calciare il pallone". Per Cesari tutti questi elementi non ci sono e non si sono verificati in quel determinato momento. E boccia completamente l'operato del direttore di gara.

"Il braccio non va mai verso il pallone – spiega Cesari -. La distanza è molto ravvicinata ed è un movimento di stop nella corsa che porta un giocatore automaticamente ad alzare il braccio per equilibrarsi altrimenti succede come Di Lorenzo che poi si è fatto male". Cesari a quel punto spiega il suo pensiero finale su quanto visto trovando l'approvazione anche di Alessio Tacchinardi, al suo fianco in studio: "Ti posso dire una cosa? Questo è anti-calcio per me".

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