Leonardo Bonucci resta l’unico a non essersi dimesso in Nazionale perché il suo ruolo è particolare

Nel 2024 Leonardo Bonucci è entrato a far parte del Club Italia, la struttura federale che coordina le nazionali, dalle selezioni giovanili fino a quella maggiore. Il suo incarico dura ha scadenza il prossimo 30 giugno, dal punto di vista economico non è affatto oneroso e potrà rinnovarsi se i prossimi vertici vorranno ancora conferirgli fiducia.
Il suo ruolo all'interno del Club Italia
Ecco perché lui è ancora al suo posto nonostante le dimissioni a cascata provocate dalla sconfitta in finale playoff dell'Italia e la mancata partecipazione ai Mondiali (per la terza volta di fila, due sotto la ex gestione di Gabriele Gravina). Il presidente della Figc ha lasciato l'incarico e adesso guida la transizione verso le nuove elezioni del 22 giugno. Dopo Gigi Buffon, capo delegazione, s'è chiusa preventivamente anche l'esperienza da commissario tecnico di Gennaro Gattuso, tanto che nelle prossime amichevoli degli Azzurri in pachina ci sarà la figura ad interim di Silvio Baldini (Under 21).
L'ex difensore in Federcalcio da due anni
In un periodo di cambiamenti forzati dagli eventi, l'ex difensore della Juventus è uno dei pochi a restare in piedi in mezzo alle rovine. In Federcalcio è entrato due anni fa, come vice di Bernardo Corradi nell'Under 20, fino ad accompagnare successivamente l'avventura di "Ringhio" nelle vesti collaboratore. Dopo una carriera spesa con la maglia Azzurra addosso, facendo coppia con Giorgio Chiellini, e culminata con la vittoria di Euro 2020, Bonucci ha portato il suo know-how di calciatore in dote.

E quanto accaduto in questi mesi, nonostante l'esito spiacevole, fa parte del suo percorso di crescita professionale in seno alla federazione. In questo contesto, che prescinde da quel che succede a livello istituzionale e dal destino dei ct, viene assegnato alle squadre azzurre a seconda delle necessità organizzative.
Bonucci e l'esame per la licenza di Uefa Pro
Bonucci studia "da grande". Fa pratica diretta sul campo e tesoro della parte teorica che – al netto delle ore richieste a mo' di credito formativo – lo poterà a sostenere l'esame del Master a Coverciano così da ottenere la licenza Uefa Pro. È l'ultimo passaggio formale (in tasca ha la patente Uefa A) che gli permetterà di essere head coach, allenatore designato, anche in Serie A e in B, dove invece attualmente può figurare solo come vice (mentre in C potrebbe allenare come da regolamento).