Leonardo Bonucci: “Mio figlio aveva una massa di 8 cm nel cervelletto, come una tazza. L’operazione durò sette ore”

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Leonardo Bonucci ha raccontato i dettagli del momento più difficile della sua vita, quando il piccolo Matteo dovette fare i conti con un grave problema di salute.

La vita può cambiare in ogni momento. Lo sa bene Bonucci, che in uno dei momenti più importanti della sua carriera ha visto crollargli il mondo addosso. L'ex difensore di Juventus, Milan e Nazionale e la sua famiglia hanno dovuto affrontare la malattia del figlio secondogenito Matteo. Tutto il mondo del calcio si strinse intorno a Leonardo e a sua moglie Martina, per i quali oggi quello è solo un brutto ricordo. Fortunatamente il piccolo ha superato i problemi di salute e oggi sta bene e può anche praticare sport con le dovute precauzioni. Quello che è successo ha garantito a tutti una lezione di forza e amore, rafforzando ulteriormente il legame familiare. Oggi Leo ne parla con maggiore leggerezza con la consapevolezza di chi è riuscito ad evitare un baratro. Il tutto anche per trasferire quello che ha "imparato" vivendolo sulla sua pelle.

Leonardo Bonucci si è soffermato anche su quella triste vicenda familiare fortunatamente con il lieto fine. I problemi iniziarono in un momento felice della sua vita professionale, quando il suo peso a livello internazionale stava crescendo esponenzialmente: "Fu un'estate particolare, quella del 2016. All'Europeo avevo segnato ai quarti contro la Germania il mio primo rigore in carriera, il che mi diede una caratura internazionale. Finita la competizione, con il Manchester City interessato a me, andammo in vacanza a Formentera. Lì Matteo cominciò a stare poco bene, un po' assente – ha raccontato nel podcast Il Fienile – Una mattina tirò fuori del liquido biancastro. Dopo il secondo episodio chiamammo la guardia medica: sospettarono una meningite, ma senza febbre".

Dopo il ritorno in Italia le cose non migliorarono e arrivarono altri segnali poco incoraggianti. Perdita di equilibrio e assenza di forza al punto da non riuscire a prendere un biscotto. A quel punto le cose iniziarono purtroppo a diventare più chiare con il pediatra che intuì un possibile problema di natura neurologica. Lì iniziò il percorso di cure e la brutta scoperta con la necessità di intervenire: "Lo portammo d'urgenza al pronto soccorso: dopo gli esami, la professoressa ci comunicò che Matteo aveva una massa di 8 cm vicino al cervelletto, grande come una tazza. Tirai un pugno al muro dalla disperazione. Dovevano operarlo d'urgenza. L'operazione doveva durare tre ore, ne durò più di sette. In quell'arco di tempo provammo angoscia e incertezza assolute".

Tutto andò per il meglio con il piccolo Matteo che diede fiducia a Leonardo già prima dell'intervento facendo "il verso del leone". Fortunatamente tutto è andato per il meglio, anche nelle altre due operazioni a cui si è dovuto sottoporre il piccolo: "Fortunatamente l'operazione andò bene, anche se ha dovuto subire altri due interventi per regolarizzare il flusso del liquido spinale". Dopo lo scampato pericolo tutto è andato per il verso giusto con lo sport ad accompagnare la sua vita: "Oggi ha 12 anni e, pur con i suoi limiti riguardo agli sport di contatto, sta bene e gioca a tennis. Per ridare agli altri l'amore e le cure che ha ricevuto, mia moglie Martina ha percorso 575 km lungo il Po per una raccolta fondi destinata all'Ospedale Regina Margherita".

Una lezione di vita e di gratitudine per tutti e un messaggio anche indiretto a chi soffre per gli stessi motivi. In quel periodo spesso e volentieri la famiglia Bonucci veniva "riscaldata" dall'affetto dei tifosi, anche quelli avversari. I colori si annullavano in una circostanza simile, con la rivalità che passava in secondo piano. Non è semplice parlare di qualcosa che ti ha così profondamente segnato, ma Leonardo Bonucci lo ha fatto in modo semplice e genuino anche per dare fiducia a tanta gente che sta vivendo periodi difficile a causa della malattia. Una famiglia unita e compatta è un buon punto di partenza per affrontare tutto nel modo giusto.

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