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L’audio dell’arbitro Maresca in Torino-Juve: “Gatti, mi guardi! Lo so quello che è successo”

Sono stati diffusi gli audio di arbitro e sala VAR durante il derby tra Torino e Juventus, in occasione dello scontro tra Federico Gatti e Duvan Zapata: cosa è stato visto e i motivi della condotta del direttore di gara Maresca.
A cura di Paolo Fiorenza
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Come d'abitudine, domenica sera su DAZN è andato in onda Open VAR, programma in cui i vertici arbitrali fanno chiarezza su alcuni episodi controversi di giornata e vengono all'uopo fatti ascoltare gli audio dei dialoghi tra la squadra arbitrale in campo e la sala VAR di Lissone. Nell'ultima puntata, oltre a fare luce sul gol del pareggio del Cagliari con l'Inter, spiegando perché la rete di Viola non fosse inficiata dal tocco di gomito involontario di Lapadula, si è parlato anche dello scontro tra Duvan Zapata e Federico Gatti nel corso del primo tempo del derby tra Torino e Juventus, match conclusosi 0-0.

Duvan Zapata e Federico Gatti nel derby pareggiato da Torino e Juventus
Duvan Zapata e Federico Gatti nel derby pareggiato da Torino e Juventus

L'attaccante granata aveva tirato un colpetto al difensore bianconero dopo un corpo a corpo, col pallone lontano, vicenda risolta solo con una paternale dall'arbitro Fabio Maresca, senza ritenere di dover estrarre cartellini. Le immagini di DAZN mostrano prima l'azione incriminata e poi fanno sentire le voci dei protagonisti. "Attenzione, attenzione! Occhio, Gatti, una mezza manata. Occhio, eh!", urla concitato nel microfono l'assistente di linea, per attirare l'attenzione dell'arbitro. E ancora: "È a terra, è a terra, è a terra!".

A quel punto il focus si sposta su quello che accade nella sala VAR, anche in questo caso partono gli audio: "Vediamo che è successo, metto subito l'EPTS (Electronic Performance and Tracking Systems, il sistema di telecamere a disposizione del VAR, ndr). Si regge lo stomaco, eh. Si regge lo stomaco Gatti". Le riprese mostrano chiaramente cosa è accaduto tra Zapata e Gatti: "Allora parto da qua. Gli è andato addosso lui e lui gli dà un colpo. Te la metto anche frontale, Massimo (Irrati, VAR designato per il match). Guardala frontale".

In sottofondo si sente l'arbitro Maresca dire: "Faccio solo un richiamo Massi", rivolgendosi a Irrati, che lo conforta nella decisione: "Sì, Gatti gli va addosso e lui poi gli dà un colpetto con la mano".

A quel punto si vede Maresca mettersi tra i due contendenti che stanno battibeccando e catechizzarli a dovere, in particolare chiedendo a Gatti di smetterla di lamentarsi per il colpo subìto: "Ragazzi, oh, allora… oh, parlo io! Per piacere! Gatti, mi guardi, mi guardi! Lo so quello che è successo, lui l'ha riconosciuto, la finiamo qui. È il ventesimo (minuto), basta!".

Gatti al termine della stracittadina finita 0-0
Gatti al termine della stracittadina finita 0-0

Una gestione della situazione che è stata commentata con una battuta da Andrea Stramaccioni, presente in studio: "Questo è Maresca, perché ha tre o quattro figli, lo ricordo perché provo un senso di solidarietà, quella è la classica scena coi figli, quando li separi…".

Più tecnico l'intervento del rappresentante dei vertici arbitrali Matteo Trefoloni, responsabile del settore tecnico dell'AIA, che spiega come l'operato del 43enne arbitro napoletano sia stato ineccepibile: "Qua è interessante che c'è una bella collaborazione tra l'arbitro e l'assistente che lo avvisa immediatamente, e lui che deve andare a fare un richiamo ai due calciatori. Poi c'è un ritorno del VAR che deve valutare a questo punto se ci sia stata una condotta violenta. La parte che dà un indirizzo didattico è che qua dobbiamo andare a vedere se ci sono elementi che lo possano portare a un caso di violenza. Perché sia una violenza, deve avere o vigoria sproporzionata o brutalità. E qua certamente non c'è né l'una né l'altra. Per cui restiamo in un ambito che al massimo poteva terminare in un cartellino giallo per entrambi. Qua Maresca, a fronte della sua esperienza, in maniera assolutamente congrua, sceglie di avvisare entrambi e andare sul richiamo".

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