L’Aquila perde tre partite di fila e la dirigenza punisce i calciatori: l’allenamento si fa all’alba

Tre sconfitte consecutive e una decisione che ha fatto rumore. L'Aquila, squadra che milita nel Girone F di Serie D, ha scelto di intervenire in modo drastico dopo l’ultimo periodo negativo, imponendo alla squadra allenamenti all’alba alla ripresa delle attività dopo la pausa per la Santa Pasqua.
Il provvedimento è arrivato in seguito alla sconfitta nel derby contro il Notaresco, un 0-2 che ha rappresentato il terzo ko di fila e ha spinto la dirigenza a prendere una posizione netta. Da qui la decisione: ritrovo fissato alle ore 6 del mattino e inizio della seduta alle 6:30 allo stadio Gran Sasso d’Italia, quando la città è ancora immersa nelle prime luci del giorno.
Una scelta forte, che ha immediatamente acceso il dibattito anche fuori dal campo. Sui social, infatti, non sono mancati commenti ironici e critici: in molti hanno paragonato questa misura a un turno di lavoro “come in fabbrica”, sottolineando il carattere punitivo dell’iniziativa. Altri, invece, hanno visto nella decisione un tentativo legittimo di dare una scossa a un gruppo in difficoltà.
L'Aquila perde tre partite e la dirigenza punisce i calciatori con l’allenamento all’alba
La squadra rossoblù ha comunque rispettato il programma stabilito, scendendo in campo alle prime ore del mattino per preparare il prossimo impegno di campionato. Domenica prossima, infatti, la squadra de L’Aquila sarà attesa dalla trasferta contro la Sammaurese, una sfida importante per provare a invertire la rotta.
L’obiettivo della società è chiaro: reagire subito e ritrovare compattezza dopo una serie di risultati negativi che hanno complicato il percorso stagionale. Resta però il dibattito aperto su un metodo che divide opinione pubblica e tifosi, tra chi lo considera un segnale di disciplina e chi lo vede come una misura eccessiva.