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L’addetto al VAR di Milan-Lazio sarà fermato: per i vertici arbitrali è colpa sua, non era mai rigore

L’addetto al VAR di Milan-Lazio, Aleandro Di Paolo, sarà fermato dal designatore Rocchi: è lui a essere stato ritenuto responsabile, col suo comportamento completamente sbagliato, del caos generatosi nel finale del match. Non c’era nessun rigore per la Lazio, il varista non avrebbe mai dovuto richiamare l’arbitro Collu alla revisione a bordo campo.
A cura di Paolo Fiorenza
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I vertici arbitrali hanno già emesso la sentenza – ovviamente informale – su quanto avvenuto negli ultimi concitati minuti di Milan-Lazio: prima di tutto, per il designatore Rocchi e la Commissione Arbitri Nazionale Serie A e B, quello invocato dai calciatori biancocelesti per il tocco di braccio di Pavlovic non era rigore. Quindi alla fine la decisione di Collu è stata corretta, ma tutto quello che c'è stato prima si poteva e doveva evitare: un caos il cui responsabile è uno soltanto, ovvero l'addetto al VAR Aleandro Di Paolo. Il suo comportamento è stato giudicato come completamente sbagliato e dunque sarà sicuramente fermato dal designatore.

L’arbitro abruzzese Aleandro Di Paolo, addetto al VAR di Milan–Lazio: sarà fermato
L’arbitro abruzzese Aleandro Di Paolo, addetto al VAR di Milan–Lazio: sarà fermato

La vivisezione di Milan-Lazio fatta dai vertici arbitrali: perché l'addetto al VAR Di Paolo ha sbagliato

Per Rocchi & Co quello di Pavlovic non era calcio di rigore, del resto il difensore serbo era vicinissimo a Romagnoli che aveva battuto a rete, era anche di spalle e il suo braccio era leggermente spostato dal corpo a causa della battaglia corpo a corpo con Marusic. La decisione iniziale di Collu era stata quindi corretta: nessun fischio e l'assegnazione di un calcio d'angolo per la Lazio, che sarebbe stata l'ultima azione del match. La valutazione dei vertici arbitrali, riportata dal ‘Corriere della Sera', è che il caos successivo non ci sarebbe stato se a quel punto non fosse intervenuto Di Paolo dalla sala VAR di Lissone.

È stato il 48enne fischietto di Avezzano a mettere dubbi a Collu, chiamandolo a una on-field review sostanzialmente sbagliata, visto che non solo nell'azione incriminata non c'era alcun "chiaro ed evidente errore", ma neanche un eccesso di zelo avrebbe potuto far giudicare quel contatto col gomito di Pavlovic come meritevole di essere rivisto dall'arbitro di campo perché passibile di rigore.

L’arbitro Giuseppe Collu durante l’on–field review nel finale di Milan–Lazio
L’arbitro Giuseppe Collu durante l’on–field review nel finale di Milan–Lazio

Collu ‘salvato' da Rocchi & Co, ma anche lui ha commesso due errori nel concitato finale

Di Paolo sarà dunque fermato, e tuttavia anche l'operato di Collu – seppure corretto nella decisione finale di non concedere il rigore per la Lazio – è costellato di valutazioni sbagliate, indotte dalla revisione richiesta dal VAR: il suo annuncio in campo ha spiegato come a suo dire il penalty ci fosse ("Il braccio è fuori sagoma") e tuttavia non era da concedere per un precedente fallo di Marusic su Pavlovic, ripartendo da un calcio di punizione per il Milan.

Niente di tutto questo era giusto per i vertici arbitrali: non c'era alcun fallo (né Marusic nè di Pavlovic), così come non c'era rigore. Il comportamento corretto sarebbe stato quindi quello di far proseguire il gioco con un calcio d'angolo per la Lazio, ovvero con la decisione iniziale di Collu, che dal vivo aveva indovinato tutto, prima che Di Paolo scatenasse il caos dalla sala VAR. Sarà lui dunque a pagare con una ‘pausa di riflessione' per aver indotto in errore l'arbitro di campo, che invece non sarà fermato: la valutazione su Collu, a parte quanto detto sull'episodio finale, è stata nel complesso buona.

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