La Serie A chiede soldi a chi usa il pezzotto: “Abbiamo inviato duemila lettere”. Chi le riceverà

Quella contro la pirateria e i famigerati "pezzotti" è una battaglia molto dura, ma che la Lega Serie A vuole vincere. Proprio per questo i vertici del massimo campionato italiano vogliono dare seguito all'attività della Guardia di Finanza chiedendo risarcimenti a chi è stato pizzicato ad utilizzare piattaforme illegali per vedere le partite di calcio del nostro campionato. Come? Lo ha spiegato l'amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo.
La Serie A chiede il risarcimento a chi usa il pezzotto
Il massimo dirigente infatti nell'intervista al Sole 24 Ore ha confermato la stangata per chi ha deciso di ricorrere a vie non legali e scorciatoie, per evitare di abbonarsi alle piattaforme autorizzate come DAZN e Sky che a settembre scorso si erano infatti schierate come parte lesa nell'operazione anti-pirateria della GdF. In pratica spiega De Siervo: "Stiamo inviando oltre duemila lettere in cui chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo riteniamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie".
Lettere inviate agli utenti pizzicati dalla Guardia di Finanza
Un primo passo per chiedere dunque un risarcimento a chi utilizza il pezzotto ed è stato sorpreso. Una situazione che conferma la volontà della Lega Serie A di proseguire nella sua battaglia, anche investendo cifre importanti e spingendo sui risarcimenti come deterrente. Un'iniziativa che fa seguito anche a quella di DAZN che dal canto suo, aveva inviato a sua volta lettere con richieste risarcitorie di 500 euro alle persone individuate come "pirati".
Punire dunque chi ricorre alla pirateria e mettere a disposizione delle autorità tutti i mezzi disponibili per provare a contrastare questo sistema. Gli utenti che fanno ricorso al pezzotto vengono individuati grazie ad una serie di analisi su dati bancari, anagrafici e informatici. Così è possibile risalire a chi acquista la possibilità di vedere le partite di calcio (e non solo) pagando un tot al mese, con un risparmio assai importante rispetto a chi è in possesso di abbonamenti a DAZN e Sky. Una vera e propria black-list con conseguenze penali, e multe fino a 5mila euro.

La fine dell'anonimato per chi usa la pirateria per il calcio
Quello che è importante per cercare di ridurre ancor di più il fenomeno è la fine dell'anonimato. De Siervo infatti lancia un messaggio chiaro ai furbetti del pezzotto: "C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili. Ma invece anche a distanza di anni, quelle tracce possono essere ricostruite e portare a una sanzione. Ogni volta che si compie una transazione illegale online si consegnano i propri dati a circuiti opachi, che possono usarli o rivenderli". La battaglia prosegue, senza sosta.