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7 Luglio 2021
14:19

La partita mostruosa di Pedri, due passaggi sbagliati in 120′: “Uno così non si è mai visto”

Il migliore in campo della Spagna nella sfida di ieri sera contro l’Italia, al pari di Dani Olmo, è stato Pedri. Il classe 2002 del Barcellona ha giocato una gara quasi perfetta, completando tutti i passaggi tentati nei primi 90 minuti e finendo la partita con 65 suggerimenti riusciti su 67. La sua prestazione ha convinto Luis Enrique a fare un’investitura per niente leggera: “Qualcuno ha notato l’Europeo di Pedri? Nemmeno Don Andrés Iniesta ha fatto cose del genere a 18 anni”.
A cura di Valerio Albertini
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Nella Spagna che è stata eliminata dall'Italia nella semifinale degli Europei c'è un giocatore che, al pari di Dani Olmo, ha rubato l'occhio più degli altri. Fa un certo effetto pensare che il calciatore di cui si scrive sia nato il 25 novembre 2002 e, probabilmente, sia stato il migliore della selezione iberica durante tutto l'arco del torneo. Si tratta, ovviamente, di Pedri, talentissimo che il Barcellona ha comprato lo scorso anno dal Las Palmas per 5 milioni di euro e, dopo una stagione alla corte di Ronald Koeman, ne vale già 70. Luis Enrique l'ha senza dubbio aiutato nel suo percorso di crescita, mettendolo al centro della Roja e facendogli giocare tutti i minuti degli Europei, ad esclusione di un giro d'orologio nei quarti contro la Svizzera. Il c.t. ha puntato su di lui dall'inizio, pur rischiando di risultare impopolare, e Pedri ha risposto alla grandissima, giocando una competizione di altissimo livello.

La stima che Luis Enrique prova per il suo centrocampista è stata dimostrata ancora una volta dalle parole rilasciate ieri, al termine della sconfitta ai rigori contro la Nazionale di Roberto Mancini. A una domanda su Dani Olmo, l'ex allenatore della Roma ha voluto rispondere parlando anche del gioiello del Barcellona:

Qualcuno ha notato l'Europeo disputato da un ragazzo di 18 anni di nome Pedri? Nemmeno Don Andrés Iniesta ha fatto cose del genere a quell'età. Ciò che ha fatto a Euro 2020, a 18 anni, non si è mai visto nella storia di questo torneo, in quella dei Mondiali o delle Olimpiadi. È fuori da ogni logica. Sono felicissimo che molti adesso salgano sul suo carro.

Le parole di Gary Lineker

Prima dell'inizio della competizione e dopo i due pareggi deludenti contro Svezia e Polonia, Luis Enrique era stato criticato pesantemente per le sue scelte, tra cui quella di puntare forte sul classe 2002, ritenuto troppo acerbo per giocare a questi livelli. Pedri, però, ha smentito tutti, ricevendo gli elogi anche di una bandiera inglese come Gary Lineker, estasiato dalla sua prestazione di ieri sera: "Pedri è veramente bravo. È un'assoluta superstar in crescita. Uno splendido calciatore".

I numeri della partita di Pedri contro l'Italia

Le parole del c.t. spagnolo e dell'ex centravanti inglese sono confortate dai numeri, assolutamente favorevoli al centrocampista del Barcellona. Ieri, Pedri non ha sbagliato un passaggio nei primi 90 minuti. 52 su 52, di cui sei nella trequarti azzurra e due nella nostra area, uno dei quali ha messo in porta Mikel Oyarzabal, che non è riuscito a concretizzare davanti a Gigio Donnarumma. La sua prestazione perfetta è stata leggermente sporcata nei supplementari, quando ha sbagliato due passaggi su 15 tentati, completando i suoi 120 minuti con 65 passaggi riusciti su 67. Ciò che ha impressionato, oltre alla sua pulizia nel gestire il pallone, è la sua clamorosa personalità, inedita per un ragazzo di 18 anni. Pedri ha giocato una semifinale degli Europei come se fosse una partita come le altre, senza sentire la pressione, venendosi a prendere sempre il pallone e risultando, insieme a Dani Olmo, l'uomo più difficile da contenere per la difesa italiana. La sua posizione ibrida tra centrocampo e attacco, infatti, l'ha reso di difficile lettura per i ragazzi di Mancini, spesso indecisi se accorciare su di lui con uno dei quattro difensori o con uno tra Jorginho e Nicolò Barella.

Ciò che ancora gli manca per innalzare ancora il suo status e diventare uno dei migliori centrocampisti al mondo è la capacità di essere decisivo in zona gol. Pedri, infatti, ha chiuso il suo Europeo senza segnare né fornire assist e l'unico pallone che ha infilato in porta è lo sfortunato autogol realizzato agli ottavi contro la Croazia. Per avvicinarsi davvero a quell'Andres Iniesta citato da Luis Enrique nel parlare di lui, il centrocampista spagnolo dovrà aumentare il numero di reti e passaggi decisivi. Di tempo ne avrà a sufficienza, a 18 anni si è già preso la Spagna, ora non gli resta che crescere ancora.

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