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La battaglia dell’asciugamano del secondo portiere del Senegal, inseguito dai raccattapalle marocchini

L’episodio surreale è avvenuto durante i tempi supplementari della finale di Coppa d’Africa. I protagonisti di un gesto così antisportivo sono stati Hakimi e Saibari oltre al grave comportamento dei ball-boy.
A cura di Maurizio De Santis
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Il comportamento di Saibari, Hakimi e dei raccattapalle entra nel corredo accessorio del caos e dello scandalo che ha scandito la finale di Coppa d'Africa tra Senegal e Marocco. Hanno fatto di tutto per disturbare in qualche modo il portiere, Mendy, che ha beneficiato della protezione del suo secondo, Yehvann Diouf, costretto a fargli letteralmente da guardaspalle. S'è piazzato nei pressi della linea di fondo, in posizione più defilata e arretrata rispetto alla porta, e ha impedito che rubassero l'asciugamano dell'estremo difensore. Una scena surreale, avvenuta nel corso dei tempi supplementari, dopo il calcio di rigore fallito da Brahim Diaz (il "cucchiaio" riuscito malissimo ha addirittura generato una serie di sospetti sull'errore), e che ha fatto molto discutere per l'atteggiamento antisportivo dei giocatori e quello violento dei ball-boy. Hakimi l'aveva gettata al di là dei cartelloni pubblicitari. Saibari ha ingaggiato un faccia a faccia con Diouf per impedire che il telo arrivasse all'estremo difensore, che ne aveva bisogno per asciugare il viso e i guanti a causa della pioggia. Quanto ai raccattapalle, vederli aggredire il secondo portiere del Senegal e rincorrerlo per il campo pur di strappargli il canovaccio è stato stucchevole. Cosa che la zappata di Pavlovic sul dischetto prima del penalty del Genoa è nulla a confronto.

Il furto sventato dell'asciugamano e il tiremmolla dei raccattapalle

Yehvann Diouf e il Senegal si sono fatti trovare pronti. Sapevano che avrebbero dovuto difendersi da qualsiasi tentativo di di sabotare la loro prestazione perché la posta in palio era altissima: la conquista della Coppa d'Africa che il Marocco avrebbe potuto vincere in casa a distanza di 50 anni dall'ultima volta (1976).

E tutto sembrava ‘apparecchiato' affinché si verificasse uno scenario del genere, ecco perché non sorprende la reazione dei Leoni della Teranga che non hanno avuto alcun timore nel minacciare il boicottaggio clamoroso della finale abbandonando il terreno di gioco dopo l'assegnazione di un penalty controverso agli avversari in pieno recupero. E non sorprende nemmeno l'imbeccata data al secondo portiere senegalese: ovvero, fare il bodyguard del collega tra i pali.

Tutto è iniziato quando il capitano del Marocco, Hakimi, ha raccolto lo strofinaccio (da alcuni video si nota anche come sia incitato dai suoi tifosi) e lo ha lanciato più in là, oltre i cartelloni pubblicitari. Diouf non ci ha pensato due volte: l'ha recuperato e s'è messo di guardia, stringendolo tra le braccia. Se il compagno gliel'avesse chiesto, lui lo avrebbe porto. E così è stato… nonostante l'ostruzionismo di Saibari.

Quel che si verifica dopo è anche peggio: alcuni raccattapalle (presumibilmente marocchini) circondano Diouf (che in Francia gioca nel Nizza) e tentano di rubargli l'asciugamano. Lui riesce a trattenerla ma viene addirittura inseguito lungo la linea laterale dagli stessi ball-boy. L'episodio è stato ripreso da vari angoli e ha generato polemiche per il suo carattere antisportivo, ma il Senegal ha finito per prevalere, dimostrando di essere preparato a tali tattiche.

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