Jorge Jesus su Cristiano Ronaldo: “Non chiedo scusa a nessuno. Di cosa? A chi? Sarà lui a decidere”
Jorge Jesus può parlare da una posizione di forza al termine della quarta vittoria su quattro nella Nations League, inizio della sua avventura sulla panchina del Portogallo. Ma sa anche che le posizioni di forza contano il giusto quando si toccano i miti, anzi le divinità, com'è Cristiano Ronaldo in patria. E così, quando si presenta in conferenza stampa dopo il 2-1 della nazionale lusitana sulla Norvegia (ancora in gol il milanista Gonçalo Ramos, e siamo a tre nelle ultime tre gare), il 72enne CT usa tanta carota, pur tenendo fermi un paio di punti: l'intangibilità delle sue decisioni in panchina e il non dover chiedere scusa a nessuno, quest'ultima precisazione evidentemente in risposta alle parole dell'amico di Ronaldo Edu Aguirre, che aveva dato del "traditore" a Jorge Jesus raccontando che in hotel si era scusato con Cristiano dopo l'esclusione nella partita d'andata in Norvegia e aveva promesso di fare altrettanto in conferenza prima del match con la Danimarca, salvo poi dire tutt'altro e innescare la ‘fuga' sdegnata dal ritiro portoghese del cinque volte Pallone d'Oro.
"Cos'è successo nello specifico con Ronaldo? Io non chiedo scusa a nessuno – Jorge Jesus risponde a precisa domanda in sala stampa dopo la vittoria sulla Norvegia al Dragao- Il problema che ha scatenato tutto questo è stato il fatto che il giocatore si stesse scaldando. Mi prendo la responsabilità della decisione e di ciò che è accaduto. Ma chiedere scusa di cosa? A chi? Questa è una bugia. Chiedere scusa di che? Quale sarebbe il motivo per chiedere scusa?".
Il punto della questione Cristiano Ronaldo: sarà lui e solo lui a doversi assumere la responsabilità dell'addio al Portogallo
Gran parte della conferenza peraltro è una mano tesa al 41enne attaccante perché torni sui suoi passi e accetti la prossima convocazione – già anticipatagli, altro che squalifica come paventato e come quasi sicuramente sarebbe avvenuto per qualsiasi altro calciatore – per le ultime due partite della fase a gironi di Nations League, che si svolgeranno il 14 novembre (a Braga, contro la Danimarca) e il 17 (in Galles ).
Se dunque Ronaldo vuole lasciare definitivamente la nazionale portoghese, dovrà fare questo passo da solo, assumendosene lui la piena responsabilità. Non gli daranno mai il benservito né il CT né la Federcalcio lusitana, il cui presidente Pedro Proenca domenica sera è stato eloquente al riguardo: "Avremo tempo e tranquillità per sederci tutti insieme e risolvere quello che è stato un malinteso. Cristiano Ronaldo fa parte del nostro patrimonio e sarà sempre qui se il mister lo vorrà".
Jorge Jesus anticipa che Ronaldo sarà convocato a novembre: "Se lui vuole ci sarà, tocca a lui decidere"
Eccole allora le parole del mister sull'argomento del ritorno o meno di CR7 in nazionale: "Non so cosa possa decidere Cris. Quello che avevo da dire l'ho già detto, ma aggiungo una cosa. Per me, fin dall'inizio, non è mai stato un ‘caso'. È stata una dinamica che ritenevo normale per un allenatore. Avere un giocatore che rappresenta il simbolo che lui è per il Paese e per la Nazionale… Ci sono princìpi da allenatore che sono non negoziabili, ma poiché non c'è stato nulla di eccezionale che abbia scalfito la mia autorità, per me Cris, alla prossima convocazione – se starà giocando nell'Al Nassr – sarà un giocatore convocabile se vorrà tornare in Nazionale. Solo perché era lui si è creato – e magari anche giustamente, perché è un simbolo – tutto questo polverone del subentrare, scaldarsi, non entrare. Quanti oggi (con la Norvegia, ndr) si sono scaldati e non sono entrati? Ci sarà forse qualche problema? No. Con Cris è diverso, è il simbolo. Ma è un problema? Per me non lo è stato. Se Cris vuole e starà giocando nell'Al Nassr, alla prossima convocazione ci sarà. Ci siamo parlati prima di questa convocazione e potremo parlarne prima della prossima. Ma sarà Cris a decidere".
Insomma Jorge Jesus non vuole essere considerato il responsabile del ritiro definitivo di Ronaldo dalla nazionale ed è disposto a richiamarlo, affinché il più forte calciatore della storia del Portogallo possa concludere la sua carriera internazionale in modo degno di ciò che rappresenta e di ciò che ha realizzato con la maglia lusitana. Il pallone adesso passa a CR7 : in genere non sbaglia. Un mese e sapremo.