Iran sposta il ritiro dei Mondiali 2026 in Arizona dopo il rifiuto delle autorità USA: si allenerà in Messico

La nazionale dell'Iran cambierà sede di preparazione in vista dei Mondiali 2026, spostandosi dagli Stati Uniti al Messico. Il ritiro inizialmente previsto in Arizona è stato ‘spostato' dopo il rifiuto delle autorità americane di ospitare la delegazione, in un contesto reso delicato dalle tensioni geopolitiche internazionali.
A confermare la nuova soluzione è stata la presidente del Messico Claudia Sheinbaum, che ha spiegato come il governo sia intervenuto su richiesta della FIFA per sbloccare la situazione e garantire all’Iran una sede alternativa a Tijuana. La decisione arriva a poche settimane dal torneo e rappresenta una soluzione pratica per permettere alla squadra di prepararsi senza ulteriori ostacoli.

La situazione è figlia di una richiesta alla FIFA che la federazione iraniana aveva fatto mesi fa, ovvero quella di giocare tutte le partite in Messico, ma Gianni Infantino ha sempre cercato di ‘mediare': adesso manca davvero poco e la logistica deve essere messa a punto in maniera pratica altrimenti si andrebbe incontro ad una figuraccia mondiale.
Mondiali 2026: l’Iran lascia gli USA, ritiro spostato in Messico
Sheinbaum ha chiarito la posizione del suo paese con una dichiarazione netta: "Non abbiamo motivo di impedir loro di soggiornare in Messico". Il trasferimento consentirà alla selezione iraniana di restare in una zona logisticamente favorevole e più distante dalle tensioni politiche legate agli Stati Uniti.
Pur senza commenti ufficiali di Casa Bianca e Dipartimento di Stato, il trasferimento in Messico appare una soluzione pragmatica e che, al momento, sta bene a tutti. A Tijuana la squadra resterà vicina ai campi di gioco evitando le tensioni politiche di un ritiro negli USA.

Secondo la Federcalcio iraniana, la scelta aiuterà anche a evitare complicazioni burocratiche legate ai visti e ai viaggi, permettendo ai giocatori di concentrarsi esclusivamente sulla preparazione. La squadra resterà comunque collegata alle sedi delle partite negli Stati Uniti, spostandosi oltre confine quando necessario per gli incontri ufficiali.