Iran, Azmoun espulso dalla nazionale per le foto con l’emiro di Dubai: accusato di “slealtà al governo”

Sardar Azmoun, ex attaccante della Roma e miglior marcatore in attività, è stato escluso dalla nazionale iraniana in seguito a un caso che intreccia sport e politica. Il giocatore, tra i più rappresentativi della selezione, è finito al centro delle polemiche dopo aver pubblicato su Instagram alcune foto insieme al governatore di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum.
Le immagini, poi rimosse, sono state giudicate dalle autorità iraniane come un “atto di slealtà” nei confronti del regime, portando all’immediato allontanamento dalla squadra. Secondo fonti vicine agli ambienti governativi, la vicenda avrebbe provocato forte irritazione ai vertici del Paese, in un contesto già segnato da tensioni internazionali.

A rendere ancora più dura la posizione nei confronti del calciatore è stato anche il commento del noto opinionista televisivo iraniano Mohammad Misaghi, che ha attaccato pubblicamente Azmoun: “È un peccato che tu non abbia abbastanza buon senso per capire quale tipo di comportamento sia appropriato in un dato momento”.
“Non dovremmo usare mezzi termini con queste persone – ha aggiunto Misaghi – Bisogna dire loro che non sono degne di indossare la maglia della nazionale. Non abbiamo pazienza per questo comportamento capriccioso e infantile. I giocatori della nazionale dovrebbero essere persone che cantano con orgoglio l’inno nazionale e meritano di indossare la maglia dell’Iran”.
Azmoun cacciato dalla nazionale iraniana per una foto con il governatore di Dubai
Secondo alcune indiscrezioni, nei confronti dell’attaccante sarebbe stato emesso anche un provvedimento per il sequestro dei beni, che coinvolgerebbe altri giocatori iraniani.
Non è la prima volta che Azmoun si espone su temi sensibili: già in passato aveva preso posizione pubblicamente su questioni interne al paese, attirando l’attenzione delle autorità. Tra gli episodi più noti, il sostegno alle proteste delle donne iraniane nel 2022: “Noi calciatori non possiamo esprimerci prima della fine di questo ritiro per via del regolamento interno della Nazionale, ma personalmente non sono più in grado di tollerare il silenzio".

“La punizione può essere che mi escludano dalla squadra, ma è un piccolo prezzo da pagare, un sacrificio che farei anche per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Vergognatevi per la facilità con cui uccidete le persone. Lunga vita alle donne iraniane”.
Più recentemente, durante gli attacchi missilistici del 2025, il giocatore si era distinto anche per un gesto di solidarietà, mettendo a disposizione un intero hotel nella sua città natale per accogliere famiglie sfollate.