Chi si aspettava di vedere Christian Eriksen dall'inizio nel match scudetto contro la Lazio è rimasto deluso due volte: alla lettura della formazione dell'Inter e al fischio finale, quando Rocchi ha decretato la vittoria dei biancocelesti e la seconda sconfitta dei nerazzurri in campionato. Antonio Conte non è uomo da grandi sorprese ma per una sfida così delicata inserire l'ultimo arrivato per scompaginare lo studio della gara di Simone Inzaghi poteva essere la carta per creare scompiglio tra le linee biancocelesti. Così non è stato.

Il tecnico nerazzurro ha pensato di mandare in campo il calciatore danese negli ultimi 13 minuti e proprio in questo lasso di tempo, quando l'Inter era già sotto, sono arrivate due delle migliori occasioni della partita della squadra di Conte: dal piede di Eriksen è partito il tiro dal quale è arrivata la rete, poi annullata, di Lautaro Martinez su cross di Young e negli istanti finali un tocco d'esterno destro del numero 24 ha mandato in porta Lukaku, che ha sprecato l'opportunità calciando sul corpo di Acerbi. Due giocate del calciatore in grado di poter dare un apporto maggiore a livello qualitativo alla squadra ma che è rimasto in panchina fino al 77′.

Conte: Eriksen? La prima cosa da trovare è l'equilibrio

Proprio in merito all'utilizzo di Eriksen solo nella parte finale della sfida contro la Lazio, Antonio Conte ha risposto così ai microfoni di Sky:

Eriksen? La prima cosa da trovare è l'equilibrio, sia offensivamente che difensivamente. Non possiamo pensare che un giocatore possa cambiare le sorti della squadra. Noi siamo arrivati fin qui senza Eriksen. Dobbiamo stare sereni, stiamo cercando di inserire i nuovi.

I numeri di Eriksen contro la Lazio

I numeri della gara di Christian Eriksen contro la Lazio vedono 14 tocchi, 55% nella precisione dei passaggi, un tiro in porta e un passaggio chiave. Sulle quattro palle lunghe è andata a buon fine soltanto una, i contrasti a terra sono stati 3 e ne ha vinti 2 mentre l'unico duello aereo lo ha perduto: un approccio piuttosto positivo dopo quello che nel derby lo ha visto colpire l'incrocio dei pali con una punizione dai 35 metri.