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Milan-Inter, il giallo del gol di Carlos Augusto: perché Doveri ha fermato tutto un attimo prima

Perché “tecnicamente” non si può parlare di rete annullata ai nerazzurri. Senza il suo fischio il gioco non poteva essere considerato ripreso da corner: è la spiegazione che l’arbitro ha dato ai calciatori nerazzurri che protestavano per la rete non convalidata. Da regolamento era giusto?
A cura di Maurizio De Santis
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Doveri aveva già fischiato l'interruzione del gioco prima che Carlos Augusto segnasse il gol del pareggio dell'Inter contro il Milan in pieno recupero. Ecco perché "tecnicamente" non si può parlare di rete annullata ai nerazzurri. In tempo reale, durante la telecronaca, si era già avvertito distintamente il sibilo ma il boato del pubblico di fede nerazzurra scoppiato pochi istanti dopo lo aveva fatto passare in secondo piano. La domanda è un'altra: cosa ha fischiato il direttore di gara? In quei minuti finali molto concitati il calcio d'angolo era stato battuto dai nerazzurri senza attendere la sua autorizzazione. Almeno questa è stata l'impressione confermata anche dai gesti dello stesso arbitro. Il gioco, quindi, non poteva essere considerato ripreso senza il suo fischio: è la spiegazione che Doveri ha dato ai calciatori nerazzurri che protestavano per la rete non convalidata.

La tempestività della segnalazione fa il paio con la sensazione di beffa da parte dell'Inter e di grosso pasticcio. Da regolamento, infatti, non è necessario attendere il fischio del direttore di gara per battere un calcio d'angolo ("può farlo non appena il pallone è posizionato correttamente all'interno dell'arco d'angolo") a meno che non vi siano situazioni di gioco che richiedono l'intervento espresso del direttore di gara. Il problema è che fischia dopo che il pallone è partito. A causa della segnalazione sonora tardiva alcuni calciatori si fermano e il pallone finisce in porta, ma una volta battuto l'angolo il pallone è in gioco e la segnalazione andava fatto prima, non a gioco regolarmente ripreso.

Il regolamento sui calci d'angolo e cosa Doveri può aver fischiato

La regola 17 non menziona il fischio dell'arbitro come dirimente per la battuta. Può essere necessario nel caso in cui un avversario non sia ad almeno una distanza di 9,15 metri dall'arco dell'angolo. Ed è forse questo che Doveri attendeva di verificare prima che Dimarco calciasse? Possibile. O nel caso in cui, precedentemente, l'arbitro abbia fermato il gioco per altri motivi. Per esempio: se è stata effettuata un'ammonizione o un'espulsione immediatamente prima della ripresa; se è stata completata una sostituzione e il gioco deve riprendere; se il gioco era stato sospeso per infortunio o altri motivi esterni; se l'arbitro ha visto qualcosa per cui intervenire (ed è questo il caso per gli spintoni tra Saelemaekers e lo stesso Carlos Augusto) o ha richiesto il rispetto della distanza dei difensori.

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La procedura indicata dal regolamento prevede solo che il pallone debba "essere posto nell'area d’angolo più vicina al punto in cui il pallone ha oltrepassato la linea di porta. Il pallone deve essere fermo e viene calciato da un calciatore della squadra attaccante. Il pallone è in gioco quando è calciato e si muove chiaramente; non è necessario che esca dall’area d’angolo. La bandierina d’angolo non deve essere rimossa". Il problema è che Doveri avrebbe dovuto fischiare prima.

Cosa è successo sull'angolo battuto da Dimarco

È il 92°, l'Inter è in pressione per l'ultimo assalto nel recupero e guadagna un calcio d'angolo. Lo batte Dimarco: la traiettoria a rientrare è carica d'effetto, nessun calciatore del Milan riesce a deviare la palla, ce la fa (sia pure di striscio) Carlos Augusto che la mette dentro. Ma è in questa frazione di secondi che Doveri interviene e fischia.

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La mimica e la postura del direttore di gara è chiara: agita le mani e la testa, indica subito di nuovo il calcio d'angolo che va ribattuto. Attorniato dai calciatori dell'Inter che protestano e non riescono a capire perché l'1-1 non è valido dice: "Avevo già fischiato l'interruzione" ripete ai nerazzurri spiegando che senza il suo assenso formale il corner precedente non poteva essere ritenuto valido.

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