Un gol. Sarebbe bastato un gol all'Inter per battere lo Shakhtar e conquistare la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Un gol che a San Siro non è arrivato, in una serata amara e complicata per i nerazzurri, nuovamente fuori dall'Europa che conta al termine della fase a gironi. Un fallimento, senza mezzi termini, per la squadra guidata da Antonio Conte, che non ha approfittato del risultato favorevole maturato a Madrid tra Real e Borussia, giocando una partita buona nel primo tempo e impalpabile, sempre di più con il passare dei minuti, nella ripresa. Con l'onta dell'ultimo posto in un gruppo che l'Inter avrebbe potuto persino vincere, per valori tecnici.

La tensione si taglia a fette nell'aria fredda di San Siro. Si percepisce da subito che l'Inter vivrà una di quelle serate di patemi, in un senso o nell'altro, fino all'epilogo. E pensare che i nerazzurri potrebbero sbloccare sin da subito il punteggio e mettere la gara su binari estremamente favorevoli: alla prima occasione, Lautaro spacca la traversa con il suo destro. Resterà la migliore opportunità da gol per i nerazzurri in tutta la prima frazione di gioco, che gli uomini di Conte hanno comunque il merito di giocare bene, su discreti ritmi e costantemente in proiezione offensiva. Lo Shakhtar si gioca la qualificazione allo stesso modo dell'Inter, ma dalle parti di Handanovic si vede molto raramente. Il tutto mentre a Madrid le cose si mettono bene, almeno in relazione all'aspettativa di biscotto che aleggiava alla vigilia, con il Real Madrid saldamente in vantaggio sul Borussia Monchengladbach.

La partita, per la truppa di Conte, di fatto si gioca soltanto a San Siro. Ma l'Inter non riesce a trovare il cambio di marcia necessario per imprimere una svolta decisa all'incontro. I nerazzurri comandano il gioco e costringono lo Shakhtar ad una gara difensiva, ma senza creare opportunità eclatanti. Poco dopo l'ora di gioco arriva anche il primo squillo della gara da parte degli ucraini, con Handanovic decisivo nel tenere in corsa l'Inter, quasi a ricordare quanto il destino a San Siro sia in bilico su un filo sottilissimo. L'equilibrio necessità di una svolta per mutare, ma dalla panchina Conte si dimostra restio a cambiare spartito. Attende l'ultimo quarto d'ora per schierare un'Inter più offensiva, con Sanchez a supporto di Lukaku e Lautaro e persino Eriksen in mezzo al campo negli ultimi minuti, mosse che non sortiscono effetti. I nerazzurri, divorati da nervi e stanchezza, chiudono la partita con poco mordente, quasi sulle gambe, con i due neo-entrati protagonisti delle due-tre situazioni più interessanti nel finale. E lasciano la Champions ai gironi per la terza stagione di fila.