Insulti sessisti a Ferrieri Caputi, la FIGC apre un’indagine: che cosa rischiano Como e Venezia
La Procura Federale della FIGC ha aperto un'inchiesta sugli insulti sessisti rivolti la direttrice di gara Maria Sole Ferrieri Caputi durante la partita tra il Como e il Venezia dopo l'episodio del rigore prima concesso e poi tolto ai lagunari. È stato il caso arbitrale più grande dell'ultima giornata che ha portato con sé una scia di polemiche e ora potrebbero scattare i provvedimenti: i microfoni presenti a bordocampo al Sinigaglia hanno registrato gli insulti, sentiti anche dal pubblico a casa durante la telecronaca andata in onda su DAZN.
L'indagine sugli insulti sessisti a Ferrieri Caputi
Il fascicolo d'indagine è stato aperto grazie alle registrazioni dei microfoni presenti in campo. Gli ispettori federali presenti a bordocampo durante la partita non hanno sentito in modo chiaro gli insulti che invece si sono ascoltati durante la telecronaca: epiteti sessisti come "Vai a fare la pasta al sugo" oppure "Vai a passare l'aspirapolvere", nati dopo l'episodio controverso del rigore che ha deciso la partita tra Como e Venezia. Il Presidente dell'AIA Massini aveva condannato con fermezza la violenza verbale subita dall'arbitra Ferrieri Caputi, seguito dal Como che aveva manifestato solidarietà alla direttrice di gara.
Il procuratore Giuseppe Chiné sta acquisendo le immagini e gli audio della situazione incriminata dalla Questura di Como: nei prossimi giorni convocherà Ferrieri Caputi e gli altri testimoni sul campo per raccogliere le loro parole, ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili. Gli insulti si erano sentiti in maniera chiara da casa durante la telecronaca, catturati dai microfoni presenti a bordocampo che hanno fatto sentire anche da casa gli epiteti pronunciati dai tifosi seduti in quei settori.
Cosa rischiano le squadre
La Procura dovrà accertare la provenienza degli insulti per poter comminare le sanzioni previste dal regolamento. La responsabilità sportiva ricade sulla società cui sono riconducibili i sostenitori responsabili e questo potrà essere chiarito soltanto dalla ricostruzione del procuratore. La norma da esaminare in questo caso è l'articolo 28 del Codice di giustizia sportiva FIGC che definisce "comportamento discriminatorio ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporta offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine anche etnica, condizione personale o sociale". Gli insulti a Ferrieri Caputi rientrano nella fattispecie descritta dalla norma.
Il comma 4 stabilisce che le società rispondono delle espressioni discriminatorie dei propri sostenitori: il procuratore dovrà individuare i colpevoli e poi decidere la sanzione più opportuna che può andare da un'ammenda alla chiusura di uno o più settori dello stadio fino, nei casi più gravi, alla disputa di una o più partite a porte chiuse a seconda della gravità dell'infrazione commessa.