Insigne in lacrime dopo la retrocessione del Pescara in Serie C: la delusione è fortissima

Grande delusione per Lorenzo Insigne, che al termine dell’1-1 interno del Pescara contro lo Spezia non è riuscito a trattenere le lacrime dopo la retrocessione in Serie C.
L’ex capitano del Napoli era tornato a Pescara durante il mercato di gennaio con l’obiettivo di contribuire alla salvezza della squadra, ma il traguardo non è stato raggiunto. Dopo l’avventura in Canada con il Toronto, Insigne aveva scelto di rimettersi in gioco proprio nel club che lo aveva lanciato definitivamente nel grande calcio, protagonista della storica promozione in Serie A del 2011/2012.

L’attaccante aveva firmato un accordo di cinque mesi, con rinnovo legato alla permanenza in Serie B. Nelle ultime settimane, però, era finito anche al centro delle critiche dei tifosi dopo aver rinunciato a battere un calcio di rigore nella sfida contro il Padova.
Il ritorno di Insigne non basta: il Pescara retrocede in Serie C
Si chiude con una dolorosa retrocessione l’avventura del Pescara in Serie B. Dopo una sola stagione nel campionato cadetto, gli abruzzesi salutano la categoria anche a causa del successo del Bari contro il Catanzaro, risultato che rende inevitabile la discesa in Serie C.
L’annata del Delfino non è mai davvero decollata. Con Vincenzo Vivarini in panchina sono arrivati appena cinque pareggi e una vittoria, contro l’Empoli, a fronte di sei sconfitte. Numeri che hanno portato all’esonero del tecnico e all’arrivo di Giorgio Gorgone, senza però la svolta sperata.

Dopo il successo ottenuto contro l’Avellino a metà febbraio, sembrava essersi acceso un barlume di speranza. A marzo il Pescara aveva raccolto 11 punti rilanciandosi nella corsa salvezza grazie ai successi contro Palermo, Bari ed Virtus Entella, oltre ai pareggi con Frosinone e Südtirol.
A spegnere definitivamente le speranze sono state le sconfitte maturate nei minuti finali contro Sampdoria e Padova: prima il gol decisivo di Depaoli allo stadio Adriatico e poi la rete di Pastina al 94’ nella trasferta veneta, in una partita resa ancora più amara da un calcio di rigore fallito da Russo, hanno fatto affievolire le chance di agguantare almeno i playout.

Da gennaio la città abruzzese aveva ritrovato entusiasmo grazie al ritorno di Lorenzo Insigne, tornato a Pescara quattordici anni dopo la sua prima esperienza: il suo arrivo aveva dato nuova energia all’ambiente e anche in campo il divario tecnico con la categoria si è visto subito, con cinque reti e tre assist in dodici partite.
Nel finale di stagione, però, non sono mancate polemiche e critiche, soprattutto dopo il rigore non calciato nella sfida contro il Padova. A difendere Insigne è intervenuto il presidente Daniele Sebastiani, che ha ricordato come il contributo del fantasista sia stato fondamentale per mantenere vive le speranze salvezza fino alle ultime giornate. L'epilogo è stato durissimo e la delusione fortissima, come dimostrano le lacrime di Lorenzo dopo il fischio finale.