Il Real Madrid perde, Mourinho attacca: “I miei troppo naïf, al Betis è riuscito il ‘gordo”
Il Real Madrid è uscito sconfitto dal Betis Siviglia nel suo primo KO stagionale ma José Mourinho non ha alzato la voce né ha puntato il dito contro i propri giocatori, anzi. Ha scelto la strada che da sempre conosce meglio: spostare il centro della narrazione su altri aspetti esterni. L'1-0 subito a La Cartuja è diventato così l'occasione giusta per parlare di altro, come la "furbizia" altrui e la "purezza" della propria squadra: le parole "naïf" e "gordo", calibrate nelle dichiarazioni post match non sono semplici aggettivi: sono il cuore di una strategia comunicativa dello Special One che, da anni, gli permette di proteggere le proprie squadre evidenziando i meriti altrui e i difetti del contesto. Celando un messaggio preciso ai suoi in vista dell'imminente Champions, quando mercoledì al Bernabeu si presenterà l'Inter di Chivu.
Mourinho e il suo Real Madrid "naïf" ai margini della sconfitta
Nella conferenza stampa post-partita Mourinho ha evitato risposte di merito sulla prestazione dei propri giocatori, pur sottolineando come il Real avesse meritato maggiormente del Betis, spostando l'attenzione su altri elementi: "I giocatori del Betis sono evidentemente più furbi di quelli del Real Madrid. Quelli del Real Madrid sono puri, sono naïf".
Un esplicito riferimento alla sostituzione "obbligata" di Arda Güler, autore di una buona prestazione ma ammonito: "Nella prima azione di gioco c’è un cartellino giallo chiaro a un giocatore che ha colpito Valverde. Poi un altro minuto dopo un altro giallo per un fallo importante su Vinicius… ma i giocatori del Madrid si alzano subito e quelli del Betis sono più… intelligenti e, ovviamente, con il sostegno di un pubblico fantastico, ottengono questo tipo di risultati".
Il "naïf" utilizzato da Mourinho si trasforma da una eventuale accusa ai suoi a un complimento velato alla purezza del Real Madrid e, allo stesso tempo, a sottolineare come la partita si sia decisa su un terreno che non è solo tecnico. La rabbia di Mourinho per la sconfitta, che c’è, è altrettanto "furba" quanto quella dei giocatori avversari: non esplode pubblicamente contro Mbappé o contro chi ha sbagliato, ma si insinua tra le righe, indicando dove l’attenzione dovrebbe andare.
L'amarezza di Mourinho: "Meritare non dà punti, al Betis è uscito il "gordo"
Il passaggio successivo nelle dichiarazioni post match è ancora il più classico dei classici comunicativi di Mourinho: riconosce il dominio madridista, le occasioni create, i centrali definiti "imperiali", il controllo assoluto per poi arrivare al colpo di scena linguistico: "Solo mi resta da fare i complimenti al Betis, che ha giocato per il pareggio e gli è uscito il “gordo”". Il "gordo" in questo specifico caso è sinonimo di "colpo grosso", il premio vinto alla lotteria della fortuna e trasforma la sconfitta in un fatto quasi casuale. Il Real Madrid ha meritato di vincere, ha ribadito Mou ma "meritare non ti dà punti. Non so perché abbiamo perso. Non riesco a giustificarlo perché collettivamente abbiamo giocato molto bene. Non ho niente da rimproverare a nessun giocatore".
Mourinho e la rabbia nascosta in vista dell'Inter
Chi conosce Mourinho riconosce il meccanismo che adotta di fronte a un risultato che non gli piace: raramente si concentra sugli errori dei suoi mentre predilige costruire un racconto in cui la squadra ha fatto quasi tutto bene dove è il contesto ad aver pesato di più. Le dichiarazioni di La Cartuja rientrano perfettamente in questo schema: il Real Madrid "naïf" e puro, il Betis più smaliziato, "furbo", che ha centrato il "gordo", il premio di chi ha giocato per non perdere.
Ovviamente non è un’assoluzione totale e lo stesso Mourinho lo sa perfettamente, ma è un modo per proteggere il gruppo, mantenere alta la moralità interna in un momento stagionale già delicato: mercoledì sera al Bernabeu arriva l'Inter per la Champions League, una sfida tutt'altro che banale per il portoghese. E il messaggio al Real è già chiaro: essere più "intelligenti" e meno "naif".