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Il Nottingham Forest compie una magia trasformando in realtà il sogno del suo giovane tifoso Jesús

Straordinario regalo di compleanno da parte del club inglese per il giovanissimo tifoso Jesús volato dalla Spagna alla volta di Nottingham per conoscere i suoi beniamini: “Di solito non parla, non reagisce, il suo autismo lo rende assente” ha spiegato il papà commosso. “E’ incredibile cos’è accaduto, un miracolo”
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A cura di Alessio Pediglieri
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Il Nottingham Forest è tornato alla vittoria in Premier League dopo sette partite senza successi e ha voluto festeggiare i tre punti conquistati contro l'Aston Villa regalando una delle gioie più belle che il calcio possa donare, trasformando il sogno di un giovane tifoso, il tredicenne Jesús, in realtà ospitandolo a Wilford Lane, al centro di allenamento e al City Ground,  l'impianto interno per le gare casalinghe, per fargli conoscere tutti i suoi beniamini.

Il giovanissimo fan di origini spagnole è stato ospite speciale nel pomeriggio di giovedì 9 novembre, nel bel mezzo della settimana in cui gli uomini di Steven Cooper stanno preparando la partita contro il West Ham, nel tentativo di mantenere il contatto in classifica con la Zona Europa. Così, il club inglese ha aperto le proprie porte a Jesús, un ragazzo autistico che ha visto materializzarsi i propri desideri nel momento in cui è stato ospitato nel giorno del suo compleanno al centro di allenamento e poi allo stadio dove, incredulo, ha potuto farsi selfie e parlare con tutti i giocatori della rosa e il tecnico dei Tricky Trees.

Le emozioni incredibili di Jesús sono state poi raccolte in un video pubblicato sugli account ufficiali del Nottingham Forest che è diventato immediatamente virale facendo il giro del mondo e raccogliendo milioni di visualizzazioni. Un vero e proprio "film" commovente in cui il protagonista unico è l'emozione che pervade il piccolo Jesús che si meraviglia ogni qualvolta appaiono i suoi amati giocatori, visti per la prima volta dal vivo, dopo il volo dalla Spagna all'Inghilterra.

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"Boly, Toffolo, Serge Aurier, Nico Dominguez…" così inizia il suo viaggio nel Paese dei balocchi, in cui Jesús per l'emozione mentre cammina nello spogliatoio della squadra non riesce a non baciare di continuo lo stemma del club sulla maglia che indossa.

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Poi, il passaggio dalla sala dei trofei, con le Coppe vinte dal club fino all'incontro con i giocatori. "Non ho parole, non ho parole" è stato il costante mantra di Jesús  che poi ha potuto conoscere i giocatori tra cui uno dei suoi preferiti, l'attaccante svedese Anthony Elanga in una girandola di emozioni uniche: "Ciò che si sta vedendo è assolutamente raro perché di solito non parla, non riesce a stabilire una connessione con gli altri, un rapporto visivo" ha spiegato commosso il papà che ha seguito Jesús  passo passo nella sua giornata più bella. "Sono straordinariamente felice di quanto stia accadendo, è un super, super, super giorno, un miracolo, davvero indimenticabile, e che lo aiuterà".

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