Napoli fuori dalla Champions, il Chelsea passa al Maradona: Conte finisce 30° in Champions

Il Napoli esce dalla Champions, sconfitto 2-3 al Maradona dal Chelsea. Non ce l'ha fatta ad agganciare almeno la 24ª posizione utile per accedere ai playoff, ha chiuso addirittura 30°. Di fronte ha trovato una squadra che aveva jolly (Joao Pedro) da giocare per raddrizzare la mano e la partita. Le vittorie di Bodo Glimt, Club Brugge, Olympiacos, Benfica oltre al pareggio (scialbo ma preziosissimo) del Monaco contro la Juve, sono gli altri risultati che hanno finito col pesare e togliere le residue speranze ai partenopei quando l'esito era ancora in bilico (2-2). Con quell'andazzo, si era già capito che sarebbe servito qualcosa in più di un miracolo… La montagna è apparsa troppo alta e impervia da scalare. Ma il rammarico maggiore è aver gettato alle ortiche la qualificazione nel turno precedente, con il pareggio beffa incassato contro un Copenaghen e un cammino in Coppa balbettante. Il successo dei Blues toglie la qualificazione agli ottavi dell'Inter a beneficio proprio degli inglesi e dello Sporting Lisbona che piazza il 2-3 a Bilbao e sferra il colpo qualificazione.
Orgoglio. Coraggio. Personalità. Qualità. La squadra di Antonio Conte ha messo tutto quello che aveva (e anche di più) per fare la partita contro i londinesi. Il rigore preso dopo un quarto d'ora del match poteva essere una mazzata perché è stato beffardo subirlo per un tocco di braccio su tiraccio scagliato da punizione, perché Meret aveva anche intuito la direzione, perché trovarsi sotto e con poche frecce all'arco da scoccare è dura.
Eppure… eppure gli azzurri non hanno mollato, hanno retto all'urto psicologico di essere sotto in un match decisivo, una situazione che pesa come un macigno e rischia di schiacciarti. Non i partenopei che reagiscono bene e sfruttano la supponenza dei Blues che, piano piano, spariscono dalla partita e sono sopraffatti dai padroni di casa. Di Lorenzo suona la carica con una paio di sgroppate e inserimenti. Vergara getta il cuore oltre l'ostacolo e delizia il Maradona con un ruleta che taglia fuori tutta la difesa inglese e poi la mette dentro con un diagonale perfetto, a fil di palo. Pareggio e gol bellissimi.

Ma non è finita, perché questo Napoli acciaccato tiene il coltello tra i denti e l'elmetto conficcato in testa. Lotta e gioca senza frenesie. Ragiona e affonda il colpo. E quando Olivera scappa via sulla sinistra e mette al centro, c'è Hojlund che sembra sbucare da chissà dove. Quelli del Chelsea nemmeno lo vedono arrivare, capiscono cosa è successo per il boato del Maradona che esplode per il raddoppio. Meritato.
Nella ripresa il Napoli gestisce in maniera ragionata, palleggia e tesse la trama del gioco. Non soffre viene sorpreso da Joao Pedro. È sua la fiammata che regala al Chelsea il pareggio (2-2): servito da Cole Palmer (entrato nel secondo tempo), controlla e di sinistro da fuori area piazza un tiro all'incrocio dei pali. È lui il giustiziere degli azzurri: a una decina di minuti dalla fine realizza anche il 2-3 punendo gli azzurri ben oltre i loro demeriti.