Ci sono gare che restano nella storia. E il derby di Roma del 18 aprile del 2010 è, senza dubbio, una di queste. Quella tra Roma e Lazio è una delle rivalità più sentite e accese del paese e la stracittadina ha un peso enorme nell'economia della stagione. Quell'anno in palio non c'era solo il predominio in città perché la squadra giallorossa era coinvolto nella lotta per lo Scudetto e non poteva sbagliare nulla nello scontro a viso aperto con l'Inter di José Mourinho.

L'annata calcistica 2009/2010 non iniziò benissimo per i giallorossi che dopo pochi turni videro l'avvicendamento in panchina tra Luciano Spalletti e Claudio Ranieri, dopo diverse stagioni in cui il tecnico toscano aveva portato la Magica vicina al titolo. Tra lo scetticismo generale la Roma infila una serie utile davvero impronosticabile e grazie ai cambiamenti del tecnico testaccino è l'unica in grado di mettere in difficoltà l'Inter nella sua corsa al titolo.

Alle ore 18.30 di un giorno di metà aprile lo stadio Olimpico ribolle e l'arbitro Tagliavento fischia l'inizio: alla Lazio di Edy Reja servono 3 punti per non essere risucchiata nella zona retrocessione mentre con una vittoria la Roma riguadagnerebbe la testa della classifica. Dopo 13′ i biancocelesti sono in vantaggio con Tommaso Rocchi, che sfrutta al meglio l'errore di Burdisso e batte Julio Sergio in uscita. La Roma è irriconoscibile nella prima frazione e durante l'intervallo Ranieri sorprende tutti: lascia Francesco Totti Daniele De Rossi negli spogliatoi e inserisce Jeremy Menez e Rodrigo Taddei cambiando il volto tattico alla squadra. Quando le squadre rientrano sul terreno di gioco c'è grande stupore e quando l'arbitro fischia il calcio di rigore per la Lazio si respira un'atmosfera surreale in casa giallorossa. Sulla panchina della Roma tornano a respirare solo dopo il parata del brasiliano sulla conclusione dagli 11 metri di Sergio Floccari, che rimette mentalmente in partita i giallorossi. Da quel momento in poi sale in cattedra Mirko Vucinic: l'attaccante  montenegrino prima realizza un penalty procurato da Taddei e poi infila un calcio di punizione dal limite alle spalle di Muslera riportando in vetta alla classifica la Roma. L'Olimpico giallorosso è gioisce e non crede a ciò che ha visto, per la metà laziale si può dire lo stesso ma il sentimento dominante è la delusione.

Nel post partita Ranieri commentò così il doppio volto della sua Roma nella stracittadina: "Sentivamo molto la partita, il derby è il derby. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio e la svolta è stato il rigore parato da Bertagnoli". Sulla decisione di lasciare fuori nell'intervallo Totti e De Rossi il mister giallorosso si espresse così: "Erano già ammoniti e sentivano troppo il derby, non erano sereni e non giocavano come sanno. Ho preferito cambiare e rimettere l'assetto di sempre, è stata una scelta anche tecnica: ho sempre detto che sono i giocatori che fanno la squadra e con loro due non eravamo al cento per cento, per questo ho preferito toglierli. Però sono sempre due punti di riferimento, il capitano e capitan futuro: saranno dispiaciuti per la sostituzione ma contenti, sanno che cerco di fare sempre il bene della Roma".

In merito a quell'episodio si è espresso non molto tempo fa David Pizarro, perno del centrocampo di quella Roma, in un'intervista al Corriere della Sera: "Ranieri è molto coraggioso, lo ha poi detto anche lui che se fosse andata male lo avrebbero appeso al Colosseo. Alla fine andò bene, Mirko fece il fenomeno".

Anche Francesco Totti è ritornato su ciò che accadde nell'intervallo del derby del 2010 e ha raccontato così nel suo libro quel momento: "(…) Rocchi segna in apertura di gara, noi non capiamo più niente. Primo tempo bruttissimo, andremmo cambiati tutti. Ma questo è un modo di dire, nello spogliatoio ci aspetta la realtà. Forse la decisione più scioccante che ricordi in un intervallo. "Escono Francesco e Daniele". La voce di Ranieri, che non è alta ma molto secca, ha il potere di imporre il silenzio assoluto. (…) Ranieri si prende un rischio mai visto. Noi due non muoviamo un muscolo, paralizzati prima dalla sorpresa e poi dalla delusione. (…) Rosichiamo, inutile negarlo, tanto da essere entrambi restii a tornare in campo per vedere come va a finire, e nel rivestirci facciamo tutto molto lentamente, quasi avessimo bisogno di un alibi. (…) E con lo scudetto in ballo alla fine io e De Rossi acceleriamo per correre e vedere il secondo gol di Vucinic, una splendida punizione, e ad assistere senza rancore al trionfo di Ranieri. Ha avuto le palle, poco da eccepire". 

Claudio Ranieri si prese la responsabilità di tenere fuori i simboli della Roma quel giorno e la sua scelta pagò: i giallorossi lottarono con l'Inter fino all'ultima giornata ma arrivarono secondi per due punto per colpa dell'harakiri casalingo contro la Sampdoria una settimana dopo il derby.