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Il Como annuncia la regole sui colpi di testa nelle giovanili: vietati fino ai 10 anni, fanno male

Il Como diventa la prima squadra italiana a vietare i colpi di testa ai piccoli calciatori dell’Under 10, quelli delle Under successive avranno pure loro delle limitazioni.
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Il Como si conferma una società totalmente all'avanguardia, una società che vive il calcio in modo differente. Certo, molti quando giudicano il club badano soprattutto ai notevoli investimenti, sicuramente non pochi, ma il modo di vivere il calcio dei lariani è totalmente unico, a partire dal gioco che fa Cesc Fabregas. Ma anche per i più giovani c'è una grande attenzione. Il Como con un comunicato fa sapere che i giovanissimi dell'Academy, cioè i ragazzini che giocano nell'Under 10 e nell'Under 11 non potranno colpire il pallone di testa, quelli dell'Under 12 potranno farlo una volta al mese in allenamento quelli dell'Under 13 invece lo potranno fare solo durante gli allenamenti, ma una volta a settimana. Insomma per i più grandi il colpo di testa sarà effettuato un numero limitato di volte. Diversi studi in passato hanno dimostrato che i colpi di testa fanno male e per questo il club dalla proprietà indonesiana di fatto porta molto più in avanti l'obbligo del colpo di testa per i più giovani.

Il Como tutela i calciatori delle squadre giovanili

Proteggere i giovani calciatori. È abbastanza chiaro l'intento del Como che ha annunciato un nuovo percorso per l'Academy riguardo la gestione del colpo di testa. L'obiettivo è la riduzione degli impatti evitabili alla testa, perché il benessere dei piccoli calciatori va tutelato. Il colpo di testa viene vietato alle fasce più giovani, gli Under 10 e 11, che anche quando avranno un calcio d'angolo a favore batteranno il pallone come fosse una rimessa laterale giocata per terra.

Niente colpi di testa per gli Under 10, limitato anche per gli Under

Non è necessario esporre i giovani calciatori al colpo di testa, al quale verranno introdotti gradualmente. Le regole sono chiare. Niente colpi di testa per gli Under 10 in allenamento o in partita, rimesse laterali e calci d'angolo giocati con il pallone a terra. Gli Under 11 invece non colpiranno di testa in allenamento e in partita, sul finire della stagione inizieranno a colpire solo in allenamento e con un pallone leggero in gomma. Per gli Under 12 la tecnica del colpo di testa sarà insegnata una volta al mese. Il Como promuoverà uno stile di gioco basato sul possesso palla. Mentre il colpo di testa sarà limitato agli allenamenti, una volta a settimana e con un massimo di cinque colpi, per gli Under 13.

Le parole di Varane: "Questo percorso riduce i contatti non necessari"

Raphael Varane, campione del mondo con la Francia, membro del board of education del Como, ha spiegato: "Questo percorso riduce i contatti non necessari nelle età più giovani, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo, poi si insegna la tecnica del colpo di testa in modo corretto".

Gli studi sui colpi di testa nel calcio

Negli ultimi anni sono stati effettuati diversi studi scientifici che dimostrano come i colpi di testa ripetuti nel calcio possano provocare danni cerebrali nel breve nel lungo termine. Lo Studio FIELD dell'Università di Glasgow spiega che gli studi hanno mostrato che gli ex calciatori professionisti presentano un rischio di morire di malattie neurodegenerative (Alzheimer, SLA, Parkinson) circa 3,5 volte superiore alla popolazione, con il rischio che varia da ruolo a ruolo.

Quello dell'Università di Sydney invece dimostrò che anche una singola sessione di colpi di testa (20 in 20 minuti) provoca alterazioni temporanee nella chimica cerebrale e una riduzione della conduttività elettrica nei circuiti di controllo motorio e cognitivo, anche se in assenza di sintomi immediati. Considerato ciò diverse federazioni, compresa quella inglese,i primi sono stati gli scozzesi, hanno vietato i colpi di testa negli allenamenti per i bambini sotto i 12 anni, introducendo delle linee guida per limitare gli impatti. Il Como è la prima società in Italia ad adeguarsi.

Un processo innovativo molto forte quello del club che disputerà per la prima volta la Champions League nella prossima stagione, che si conferma una società totalmente all'avanguardia, che, oltre che a puntare sul bel gioco sempre con i ‘grandi', pensa soprattutto alla tutela e alla salute dei piccoli calciatori delle varie Under.

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