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Il caso Svilar, non può essere convocato in nazionale per una controversia tra Belgio e Serbia

Svilar rischia di finire in tribunale per poter giocare con il Belgio: non viene convocato da nessuna nazionale dopo il caso aperto con la Serbia che non gli permette di cambiare federazione.
A cura di Ada Cotugno
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Durante la sosta per le nazionali Mile Svilar sta continuando il suo lavoro a Trigoria in attesa di ritornare in campo con la Roma dato che non è stato convocato da nessuna nazionale. Non è rimasto a casa per scelta tecnica ma si trova al centro di un caso burocratico che coinvolge Serbia e Belgio e che è ancora lontano dalla sua risoluzione. Lo scorso anno il portiere era stato convocato dalla nazionale belga ma ha rifiutato la chiamata perché preferiva essere scelto dal Belgio, nazione dove è nato e cresciuto ma che non può rappresentare a causa di un divieto della FIFA.

Il problema risiede nel fatto che nel 2021 ha giocato per 45 minuti con la Serbia durante un'amichevole contro il Qatar, spinto da suo padre ad accettare la convocazione di quella nazionale. Da quel momento però Svilar ha cambiato idea, ma il Belgio non può convocarlo proprio a causa di quella partita: aveva compiuto 22 anni da pochi giorni e secondo il regolamento della FIFA non può più cambiare federazione.

Il caso Svilar in nazionale

Il Belgio attende con impazienza di poter convocare il portiere, ma il suo caso rischia di finire in tribunale per essere risolto. È un paradosso perché Svilar in Italia è tra i migliori portieri in assoluto ma non gioca con nessuna nazionale, anche se farebbe comodo sia a Serbia che Belgio che se lo contendono da ormai diverso tempo: il numero uno della Roma ha deciso di non rispondere più alle chiamate della federazione serba e di voler scegliere quella belga che dal suo canto però non può convocarlo perché violerebbe le regole della FIFA.

Svilar non può essere convocato con il Belgio
Svilar non può essere convocato con il Belgio

Svilar ha giocato 45 minuti in amichevole con la Serbia convinto da suo padre Ratko, ex portiere che ha qualche presenza nella nazionale jugoslava. Una scelta un po' forzata visto che è nato ad Anversa e fino all'Under 21 ha giocato sempre e solo con il Belgio che lo avrebbe portato anche in nazionale maggiore permettendogli di completare il suo percorso. Ma quell'amichevole gli impedisce di rappresentare la nazionale che ha scelto perché ormai non può più cambiare.

Cosa dice il regolamento della FIFA

Dal 2020 le regole sono cambiate e consentono ai giocatori di passare più facilmente da una nazionale all'altra in base a certi criteri stabiliti. Svilar li soddisfa tutti tranne uno: era in possesso del doppio passaporto prima di giocare con la Serbia, non ha giocato più di tre partite (di cui nessuna in competizioni mondiali o continentali) e sono passati i tre anni necessari dalla gara contestata, ma il problema resta quello dell'età. Non si può cambiare federazione dopo i 21 anni e il portiere giallorosso all'epoca aveva compiuto 22 anni da pochi giorni e per questo non può più giocare contro il Belgio.

I legali del giocatore stanno lavorando da mesi per cercare di risolvere la questione e in pratica chiedono una deroga per casi al limite come questo: Svilar è nato in Belgio, ha sempre giocato con le nazionali belga ed è in possesso di tutti i requisiti per poter cambiare nazionale, ma gli viene impedito perché supera i limiti di età per appena quattro giorni. Gli avvocati vorrebbero convincere la FIFA a concedere un'eccezione per questo caso estremo così da consentire al portiere di poter rappresentare una nazionale.

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