Il caso Pirlo arriva alla Duma di Russia, la deputata: “Malagò consigliato, l’Ucraina avrebbe montato uno scandalo”

Gianni Malagò ha ribadito, nella conferenza dopo il Consiglio Federale in cui ha annunciato ufficialmente Mancini e Ranieri come CT e DT dell'Italia, che la decisione di scartare Andrea Pirlo, con le conseguenti dimissioni di Maldini e Leonardo, è stata esclusivamente sua: "Non me la sono sentita per tutta una serie di motivi e di opportunità. Poi ognuno di voi può giudicare se la mia presa di posizione sull'opportunità sia stata giusta o sbagliata". Chiaro il riferimento al munifico sponsor di Pirlo, il bookmaker russo Fonbet, del quale il presidente della FIGC ha giurato di non essere a conoscenza – e con lui Maldini – finché il caso non è stato fatto esplodere da esponenti della politica italiana.
Malagò dice di aver deciso su Pirlo in massima autonomia, dopo aver appreso del legame col bookmaker russo Fonbet
Malagò ha tirato le somme e ha concluso che no, con quell'elefante nella stanza il 47enne bresciano non poteva occupare un ruolo di rappresentanza così importante del nostro Paese, non da testimonial di un colosso commerciale di quella Russia che quattro anni fa ha invaso l'Ucraina e che è tuttora sottoposta a sanzioni cui l'Italia aderisce avendo scelto fin da subito da che parte stare. Per completezza del discorso, Malagò ha aggiunto che "Pirlo nel momento esatto in cui avesse rescisso il contratto con questa società di betting, sotto un profilo giuridico non aveva nessuna controindicazione".

Una decisione di pura coscienza, che certamente è costata non poco al presidente federale, visto quanto aveva investito sul piano personale sul nome di Maldini come architetto della ricostruzione del calcio italiano. E come detto una decisione tutta sua. Le sue parole tuttavia sono messe in dubbio in Russia, dove la vicenda è arrivata al livello più alto, ovvero la Duma di Stato, uno dei due rami dell'Assemblea Federale, ovvero il parlamento russo.
La deputata della Duma di Russia Svetlana Zhurova sostiene che Malagò ha subìto pressioni "per non inimicarsi l'Unione Europea"
"Penso che al presidente della Federazione Italiana di calcio abbiano semplicemente consigliato di scartare la candidatura – ha detto la deputata della Duma Svetlana Zhurova – perché non vuole inimicarsi l'Unione Europea e gli altri oppositori della Russia. Altrimenti da questa storia l'Ucraina avrebbe montato uno scandalo. A cosa servirebbero alla nazionale italiana problemi del genere? Di sicuro hanno altri candidati. Sceglieranno qualcuno che non abbia alcun legame con la Russia".

In effetti le parole della Zhurova – che peraltro prima di intraprendere una carriera politica ormai quasi ventennale nel partito che è la base del supporto del Presidente Vladimir Putin è stata una pattinatrice di successo, campionessa olimpica sui 500 metri a Torino 2006 – sono arrivate appena prima della nomina di Roberto Mancini a nuovo CT dell'Italia.
E curiosamente, Mancini un legame con la Russia ce l'ha, chiaramente di ben altro tipo e valutazione rispetto a quello che è costato il prestigioso ruolo a Pirlo: nella stagione 2017/18, dopo un anno da disoccupato, lo jesino ha allenato lo Zenit di San Pietroburgo, arrivando quinto in campionato e poi salutando per andare a sedersi per la prima volta sulla panchina dell'Italia.