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Il 16enne argentino Luca Scarlato lascia il River Plate a zero per la Serie A: genitori nella bufera

Il giovane trequartista argentino Luca Scarlato lascia il River Plate senza alcun indennizzo e si trasferisce in Italia, facendo leva sulla potestà genitoriale. Il ragazzo inondato di commenti che gli danno del traditore e mercenario, i genitori accusati di avidità.
A cura di Paolo Fiorenza
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Da qualche ora il profilo Instagram di Luca Scarlato, trequartista classe 2009 argentino che ha deciso di lasciare il River Plate a zero – dopo aver rifiutato tutte le offerte di contratto e facendo leva sulla potestà genitoriale – è inondato di commenti di tifosi furiosi che gli danno del traditore e mercenario e gli augurano il peggio per il futuro. "Tra due anni, quando giocherai nella seconda serie ecuadoriana, vorrai tornare", è uno dei tanti che hanno fatto il pieno di ‘like'. Nella bufera sono finiti anche i genitori del ragazzo, accusati di aver orchestrato il tradimento per avidità, visto avrebbero ricevuto 200mila dollari dall'agente Martin Guastadisegno per rifiutare le offerte del River. Scarlato approderà in Serie A: i media argentini parlano del Parma come destinazione del giovane calciatore, pur ricordando che nei mesi scorsi è stato accostato all'Inter.

Uno dei tanti post sul profilo Instagram di Luca Scarlato in cui gli danno del mercenario
Uno dei tanti post sul profilo Instagram di Luca Scarlato in cui gli danno del mercenario

La famiglia di Luca Scarlato si difende dalle accuse di lasciare il River Plate per avidità: "Realizziamo i suoi sogni"

Dal canto suo, la madre di Luca nega che la decisione di lasciare il River sia stata presa per soldi e va al contrattacco. Lorena Cuervo spiega le ragioni che hanno portato il figlio ad abbandonare il River Plate dopo dieci anni di militanza in tutte le giovanili, con tanto di fascia di capitano e numero 10 nell'ultima selezione in cui ha giocato: "Dietro ogni ragazzo c'è una famiglia, sogni e anni di sacrifici. Tutto quello che viene pubblicato fa male. Non siamo una famiglia milionaria, siamo di classe media, grandi lavoratori e siamo guidati dai sogni di nostro figlio, non dai soldi".

Nessuna motivazione economica dunque, ma semplicemente il meglio per il prosieguo della carriera del figlio e la realizzazione del suo sogno di diventare un calciatore professionista. Secondo il racconto della madre di Scarlato, non c'è mai stato un accordo contrattuale col River, nonostante le voci circolate lo scorso settembre su un possibile prolungamento per il giovane.

La famiglia del centrocampista offensivo ha criticato piuttosto il club per come non si sarebbe preso cura di lui. Secondo la madre, Luca aveva problemi fisici che lo staff non è riuscito a gestire adeguatamente, anzi lo ha schierato pur in condizioni menomate: "Non volevano che si sottoponesse a esami, perché avevano bisogno che giocasse il sabato. Quell'infortunio è diventato quasi cronico". La donna ha affermato che suo figlio ha giocato per due mesi con la pubalgia senza ricevere le cure necessarie: il club lo avrebbe spremuto senza scrupoli, non pensando invece al suo bene.

La firma di Scarlato con Adidas come sponsor tecnico personale lo scorso marzo
La firma di Scarlato con Adidas come sponsor tecnico personale lo scorso marzo

In aggiunta a questo, i genitori di Scarlato hanno messo in discussione le opportunità di sviluppo professionale offerte dal River. La madre ha ribadito che non erano mossi dal denaro, ma piuttosto dal desiderare certezze sul futuro del ragazzo: "Non chiedevamo soldi, chiedevamo di sapere quale piano avessero per lui. Abbiamo visto che molti ragazzi arrivano nella squadra riserve, vanno in prestito e poi restano senza contratto a 21 anni. Il River Plate lo ha trascurato e maltrattato come persona e come giocatore. Il club sta facendo di tutto per farlo andare via e lui ha deciso di rescindere il contratto".

Il 16enne talento argentino si libera a zero per approdare in Serie A: il Parma è la destinazione

Una versione ferocemente negata dal club, che ha definito "una infamia" le parole della madre di Scarlato riguardo al fatto di aver fatto giocare infortunato il ragazzo. Fatto sta che il 16enne centrocampista, uno dei migliori prospetti del settore giovanile e campione con la nazionale argentina Under 16 nella UC Cup appena conclusa in Cile, ha rifiutato di firmare il suo primo contratto da professionista col River e sarà libero di continuare la sua carriera all'estero, ovvero in Italia.

Un trasferimento senza alcun esborso, visto che la potestà genitoriale – ovvero l'insieme dei poteri-doveri dei genitori di mantenere, istruire, educare e assistere i figli minori tenendo conto delle loro capacità e aspirazioni, con lo scopo ultimo di tutelare i loro interessi – prevale su qualsiasi diritto ritenga di vantare il suo club.

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