Riprendere Francesco Totti e Daniele De Rossi. Far sì che a Trigoria, accanto allo stemma della Roma, tornino quelle bandiere ammainate dal tempo e dalla volontà da parte della vecchia proprietà di dare un taglio netto col passato. La notizia della cessione del club da James Pallotta a Dan Friedkin ha scatenato l'entusiasmo e la fantasia dei tifosi giallorossi. Il rapporto tra l'ex (quasi) presidente americano e la piazza è giunto ai minimi storici, fino a sfilacciarsi. Uno strappo insanabile suggellato dai messaggi che i sostenitori della "magica" ha scritto sui social network oppure hanno condiviso in diretta, intervenendo in alcune trasmissioni delle radio romane.

  • Il leit motiv è essenzialmente uno: "dopo 9 anni di depressione e sofferenza abbiamo una speranza". Qualcun altro si spinge oltre e riconosce all'attuale numero uno di aver capito che "lui e il calcio sono cose molto distanti".

Inevitabile che il pensiero corra subito alle die figure che, più di tutte, hanno costituito (e costituiscono) un'icona per il popolo romanista. Da un lato l'ex capitano (che venne accompagnato per mano sull'uscio, spinto a dire addio al calcio con le lacrime agli occhi fino a consumare la rottura anche in seno alla società per divergenze di ruolo), dall'altro DDR (che annunciò in maniera polemica la fine della sia avventura con quella maglia che aveva rappresentato molto per lui). Entrambi vengono evocati dai tifosi: può essere – finalmente – il loro momento. "Totti e De Rossi a Trigoria. Facendolo ti prenderesti immediatamente l'amore dei tifosi".

  • Per tutti, però, è chiaro quale sia l'obiettivo principale. Vincere qualcosa, mettere in bacheca un trofeo, rialzare in fretta la testa dopo le delusioni recenti. Non svendere il patrimonio tecnico ma rilanciare e rafforzarsi. "Dan, porta la Roma in alto. Falla brillare e rendila una delle stelle più lucenti". Sotto la maestà del Cupolone è tornato lecito sognare. In fondo, costa nulla.