La Serie A dagli 11 metri. E’ proprio il caso di dirlo dato che i numeri sui rigori assegnati sono davvero esagerati. Ben 156 nella stagione 2019/2020, di cui ben 51 per falli di mano. Una statistica assolutamente da non credere se si considera che in passato, in Serie A, da quando si giocano le consuete 38 giornate, non si avvicinavano nemmeno ai dati attuali. Bisogna andare infatti indietro di qualche stagione per risalire alla miglior prestazione: stagione 2016-17, con 137 tiri dal dischetto. Ma il record assoluto apparteneva al campionato 1949-50: 140 rigori in 38 giornate. Durante Juventus-Atalanta dello scorso sabato, sono stati tanti i giocatori che cercavamo quasi di colpire gli avversari in area di rigore con la palla per procurarsi il penalty. Rigori che, a norma di regolamento, entrambi per i bianconeri, erano assolutamente corretti da assegnare. Ma a chi va allora la colpa di tutto questo. Colpa del Var, delle regole? A fare il punto, cercando di fare chiarezza, è Graziano Cesari, che a Fanpage.it ha parlato proprio di questi numeri.

Graziano, in Juventus-Atalanta in più di un'occasione l'attaccante ha quasi esplicitamente cercato di mandare il pallone sul braccio dell'avversario.
"Non è normale, ma il regolamento è fatto per essere interpretato. Sul fuorigioco si sono trovate contromisure e su questa regola folle del calcio di mano si sta cercando di fare lo stesso. Privilegiare la posizione del braccio è inadeguato, anzi, l'arbitro deve mostrare talento anche di fronte ad una regola ben precisa. Prendersi la responsabilità di interpretare una regola. Mi sembra davvero folle vedere oggi dei rigori assegnati in questo modo".

Nel fallo di mano di Muriel è il pallone a colpire il difensore e non viceversa. 
"Beh, in questo caso il braccio si è allargato a dismisura interrompendo un passaggio fra due compagni di squadra. Il rigore ci può stare solo interpretando in questo modo il tocco e non è previsto il giallo, in questo caso. Ma ci vuole pico della Mirandola per ricordare tutte cose (ride, ndr)".

Come si spiega i tanti rigori?
"Si spiegano interpretando il regolamento. Per questo tipo di calcio di rigore la percentuale è al 18%, col Var siamo arrivati al 32%. Dunque le cose sono due: o sbagliavamo prima, o eccediamo adesso. Vero che all'estero danno meno rigori, ma noi siamo più vicini a Spagna, Turchia e Grecia come rigori fischiati. Gli inglesi e i tedeschi arbitrano in modo diverso, così come il calcio scandinavo".

Così tanti rigori stanno cambiando il calcio?
"Si, ma il calcio è già cambiato da un po'. È un calcio a mio parere più televisivo che da stadio. Già senza pubblico è brutto: basti pensare che se guardiamo la statistica, non si erano mai visti così tanti risultati positivi fuori casa. Ci stiamo abituando a un calcio diverso".

Esiste un modo per migliorare la regola del fallo di mano?
"La discrezionalità. L'arbitro è un talento e deve essere valorizzato. Non parlo di fuoriclasse: noi dobbiamo valorizzare un arbitro bravo che ci deve mettere del suo. Bisogna tornare alla discrezionalità, a volontario o involontario. Nessuno si sarebbe mai sognato di fischiare un rigore con le braccia attaccate al corpo. Mi sorprendo che quando tirano fuori queste regole siano presenti alle riunioni sia calciatori, allenatori e dirigenti. È assurdo".