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Gasperini sceglie la partita più importante prima di Atalanta-Juve: “È stata la nostra svolta”

Gasperini si prepara per la finale di Coppa Italia contro la Juve: “I nostri avversari ci hanno dato autostima, il mio progetto all’Atalanta può essere replicato”
A cura di Ada Cotugno
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L'Atalanta è pronta per giocare la prima delle due finali che la attendono nei prossimi giorni. La Dea sfida la Juventus nell'atto conclusivo della Coppa Italia, un trofeo che non vince da sessant'anni e che rappresenterebbe il coronamento del lavoro di Gian Piero Gasperini. L'allenatore non sente la pressione sulle spalle, anche perché in questa stagione (soprattutto in Europa League) è stato chiamato a lottare contro i giganti.

In conferenza stampa gli hanno chiesto quale fosse stato il grande punto di svolta di quest'anno, indicando il doppio incontro contro il Liverpool, ma Gasperini la pensa diversamente: "Quella è una delle svolte, anche se noi pensiamo sempre a percorsi differenziati. A Liverpool abbiamo avuto la consapevolezza di arrivare in finale, ma per la Coppa Italia è stata Milano con il Milan".

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A sorpresa ieri anche Guardiola gli ha fatto i complimenti per l'enorme lavoro, una lusinga che non ha presso. L'Atalanta sta vivendo un momento magico e le tappe che l'hanno portata in finale di Coppa Italia sono tutte di prestigio: "Guardiola è un amico (ride, ndr). Lo ringrazio… Le partite che abbiamo dovuto affrontare in stagione hanno dato autostima alla squadra e domani incontriamo chi ha il valore delle primissime, anche se in campionato non ha fatto i risultati che si aspettava. Liverpool, Marsiglia e Sporting ci hanno dato forza, così come la vittoria sulla Roma in campionato dell'altra sera. Aver giocato tanto ci ha aiutato, pur avendo tolto delle cose".

Il modello Gasperini

L'Atalanta di questa stagione è diventata un punto di riferimento per tante squadre in Europa che cercano di seguire il suo modello. Per Gasperini il progetto potrebbe andare avanti anche senza di lui: "Non sarà facile ma sicuramente è replicabile: abbiamo dato fiducia e speranza a quelle società che non sono di primissima fascia, senza introiti così alti come altre squadre ma che magari con idee e capacità della società di rilanciarsi e di rifarne altrettanto forti. Questo è l'unico modo perché società con i nostri numeri possano essere competitive. Per questo è diventato molto importante andare in Champions, così come la capacità di realizzare cifre da reinvestire grazie alle cessioni. Hai però anche la necessità di sbagliare molto poco sul mercato o diventa difficile recuperare".

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È l'Atalanta più forte di sempre? L'allenatore non si sbilancia e rievoca ricordi del passato: "L'Atalanta di Ilicic, Zapata, Gomez, Muriel, Gosens, Freuler è stata capace di fare 98 gol, aveva una qualità realizzativa e di spettacolo. Questa potenzialmente è una squadra che può diventare la più forte, se saprà crescere e migliorarsi".

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