Fischi e insulti contro il Torino durante la commemorazione di Superga: lo sfogo contro il presidente Cairo

Fischi, cori di protesta, striscioni e anche qualche insulto. Il 4 maggio del Torino per la commemorazione di Superga s'è svolto in un clima di contestazione nei confronti della squadra granata, reduce dalla sconfitta con l'Udinese. Oltre al risultato, a deludere (ancora una volta) è stata la prestazione. Un malcontento che s'è consolidato nel corso di una stagione mediocre e che il presidente, Urbano Cairo, s'è risparmiato: non era presente alle celebrazioni.
Torino in protesta: striscioni e messaggi lungo il percorso
Rispetto a un anno fa, quando oltre ventimila tifosi avevano attraversato le strade di Torino vestendole di granata, l'atmosfera odierna è stata di ben altro tenore. Devozione, commozione, orgoglio e tradizione hanno fatto il paio con il profondo dissenso nei confronti della formazione che in Serie A è 13ª a 41 punti, già salva e destinata a un finale di stagione completamente anonimo. Ecco perché lungo il percorso verso la Basilica di Superga, i tifosi hanno lasciato numerosi striscioni di protesta.
Tra i messaggi comparsi lungo la salita si leggevano frasi molto dure come "Restituiscici il Toro", "Rispetto per le nostre leggende, disprezzo per chi le offende" e ancora "A Superga sale chi li ama, non chi da 21 anni li profana". Parole che raccontano bene il malumore (che non è certo una novità) di una parte consistente della tifoseria nei confronti della società.
La contestazione a Superga ma Cairo non c'era
Proprio sulla collina simbolo della tragedia del Grande Torino, la contestazione si è fatta più marcata. Al momento dell'arrivo della squadra, scesa dal pullman nel piazzale davanti alla Basilica, i giocatori sono stati bersagliati da fischi e insulti, che solo in parte si sono attenuati con il coro "C'è solo il Grande Torino". Nonostante la tensione, al momento della commemorazione c'è stato un silenzio solenne. Il capitano Zapata ha letto i nomi dei 77 caduti nella tragedia di Superga, rinnovando così il ricordo degli Invincibili. La funzione religiosa è stata officiata da don Gianluca Carrega, affiancato anche da don Riccardo Robella.