Roma non è ancora certa di essere la sede delle partite degli Europei 2020 (che a causa della pandemia di Covid-19 si disputeranno dall'11 giugno all'11 luglio 2021). Dopo l'apertura del Governo Italiano alla presenza del pubblico allo stadio Olimpico di Roma in occasione delle gare previste per Euro 2020 condizionata però al via libera del Comitato Tecnico Scientifico, proprio dal CTS arriva la frenata che non consente ancora alla FIGC di concludere l'accordo con la Uefa.

Il CTS infatti ha deciso che ad oggi non è possibile confermare che gli incontri degli Europei di calcio previsti in Italia tra giugno e luglio si svolgeranno con la presenza del pubblico, lasciando aperta però la disponibilità a rivedere la questione nelle prossime settimane alla luce dell'evoluzione del quadro epidemiologico e dell'andamento della campagna di vaccinazione in corso in Italia.

Si complica dunque la situazione con Roma che a questo punto potrebbe anche perdere la chance di ospitare le quattro gare degli Europei 2020 assegnatele in precedenza. L'Uefa ha infatti imposto come condizione necessaria la presenza di una percentuale di spettatori, chiedendo una conferma alla FIGC entro il 7 aprile. Conferma che la Federcalcio, alla luce del mancato via libera del CTS, per il momento non ha potuto dare: adesso la palla passa alla massima istituzione calcistica europea a cui toccherà decidere se rinviare la decisione più avanti oppure se assegnare ad un altro Paese le quattro partite degli Europei ad oggi previste all'Olimpico, cioè le tre gare dell'Italia nel girone (11, 16 e 20 giugno) e uno dei quarti di finale (3 luglio).