Due morti suicidi e uno di SLA: la tragica storia della foto di Viktoria Plzen-Barcellona
C'è una foto la cui storia è tanto dolorosa quanto incredibile, una vicenda che in Repubblica Ceca è diventata nota come "la difesa maledetta" del Viktoria Plzen. Nell'immagine, che si riferisce a una partita di Champions League del 2011 giocata al Camp Nou contro il Barcellona e vinta 2-0 dai blaugrana, si vedono i giocatori delle due squadre salutarsi prima del fischio d'inizio: di faccia ci sono Eric Abidal, Leo Messi, David Villa e più spostato a destra Adriano Correia, di spalle tre calciatori cechi il cui nome è ben visibile, stampato sulle loro magliette: David Bystron, Frantisek Rajtoral e Marian Cisovsky. Erano i tre quarti della linea difensiva a quattro del Viktoria. Di quel reparto solo è uno rimasto vivo, il terzino sinistro David Limbersky, che a 43 anni gioca ancora a livello amatoriale. Gli altri sono morti: i primi due suicidi, entrambi impiccati, il terzo di SLA.
Era il 19 ottobre di 15 anni fa, nella fase a gironi della Champions League il Viktoria Plzen, fresco del primo titolo ceco della sua storia e all'esordio nella massima competizione europea, andava a fare visita al fortissimo Barcellona di Messi, Xavi e Iniesta, che quell'anno sarebbe arrivato in semifinale. La difesa messa in campo dal tecnico Pavel Vrba allineava da destra a sinistra Raitoral, Bystron, Cisovksy e Limbersky, una retroguardia fortissima. Raitoral e Limbersky nazionali cechi, Cisovksy nazionale slovacco, Bystron vincitore di campionati anche con Banik Ostrava e Levski Sofia.
La "difesa maledetta" del Viktoria Plzen: Rajtoral e Bystron morti suicidi a distanza di meno di un mese
Di quei quattro, oggi solo Limbersky può raccontare la grandezza della squadra che in quegli anni avrebbe dominato il calcio ceco, gli altri tre sono morti in maniera tragica. Il primo è stato Frantisek Rajtoral. Il 23 aprile 2017, mentre militava nel Gaziantepspor in Turchia, la sua assenza dall'allenamento allarmò i colleghi. Le luci di casa erano ancora accese, cosa che insospettì i vicini. Rajtoral fu trovato dalla polizia impiccato nel suo appartamento, con la porta chiusa dall'interno. Fu confermato il suicidio, aveva 31 anni.

"Aveva un buon carattere, non sembrava avere alcun problema e non capisco perché l'abbia fatto", disse all'epoca Ibrahim Kizil , il presidente della squadra. Peraltro c'erano state avvisaglie di problemi extra calcio: l'esterno ceco in passato aveva avuto episodi di sindrome da fatica cronica e si era parlato anche di conseguenze di una rottura sentimentale.
Passarono solo pochi giorni dalla morte di Rajtoral e un altro componente di quella linea "maledetta" si tolse la vita. David Bystron ovviamente sapeva cos'era successo al suo ex compagno di vittorie, probabilmente l'idea di farla finita allo stesso modo aveva iniziato a tormentarlo. Finché, a meno di un mese di distanza, il 19 maggio 2017 si suicidò anche lui a Ilanz, in Svizzera, impiccandosi nella cantina di casa. Il difensore centrale aveva 34 anni. Nella lettera che lasciò, erano riportati i motivi del gesto: problemi finanziari e familiari, stava divorziando.

La sua carriera aveva preso una brutta piega poco dopo quel match col Barcellona: dopo un test positivo alla metanfetamina nel novembre 2011, al termine della partita contro il BATE, incassò una squalifica di due anni e il contratto col Viktoria Plzen fu rescisso. Giocò poi col Sigma Olomouc e, dopo la fine della carriera professionistica, in leghe inferiori svizzere. "Faccio fatica a trovare le parole, perché dopo Franz Rajtoral abbiamo perso un altro ottimo calciatore e un amico che ha avuto molto successo con noi al Viktoria – commentò il direttore generale del suo vecchio club Adolf Sadek – Desidero esprimere a tutta la famiglia le mie più sentite condoglianze in questo momento difficile".
La malattia di Cisovsky: la SLA lo ha stroncato a 40 anni
In quel momento un altro calciatore di quella mitica difesa già era malato da tempo: nel 2014 Marian Cisovsky, dopo un infortunio al ginocchio, aveva ricevuto la terribile diagnosi di SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa incurabile che provoca progressiva paralisi muscolare. Il difensore centrale slovacco morì sei anni dopo, il 28 giugno 2020, a 40 anni, lasciando la moglie Martina e i tre figli. In sua memoria, il Viktoria Plzen ha ritirato la sua maglia numero 28.

David Limbersky, l'ultimo componente di quella difesa a quattro, è in buona salute, ma anche la sua vita ha incontrato più di un problema fuori dal campo. Nel settembre del 2015, in seguito a un incidente stradale, il suo test alcolemico risultò positivo e a quel punto tentò la fuga e minacciò la polizia dopo aver appreso che sarebbe stato arrestato. La vicenda ebbe ripercussioni pesanti sulla sua carriera: il Viktoria Plzen privò l'esterno sinistro ceco della della fascia di capitano per "violazione del contratto professionale".
Limbersky ha chiuso la carriera professionistica nel giugno del 2021 con il Viktoria Plzen, a 37 anni. Il club ha ritirato la maglia numero 8 in suo onore. Successivamente ha giocato in terza categoria ceca, poi ha avuto problemi al ginocchio e ha smesso temporaneamente di giocare. Dal 2025 è tornato in campo a livello amatoriale nel campionato regionale e tuttora vi milita. Ma soprattutto, a 43 anni, David è ancora vivo.