Cristiano Ronaldo fa un gesto potente dopo la partita: “Io appartengo all’Arabia Saudita”

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Dopo il match di Champions vinto dall’Al Nassr con un suo gol, Cristiano Ronaldo si è esposto pubblicamente per la causa dell’Arabia Saudita in un momento di forti tensioni geopolitiche nella regione.

Cristiano Ronaldo lunedì ha segnato il gol numero 981 della sua carriera nel match di Champions League asiatica vinto contro gli uzbeki del Neftchi Fergana, il che significa che gliene mancano 19 per arrivare all'agognata quota di 1000 reti. Insomma le scorie della faida con Jorge Jesus nel Portogallo, con un procedimento disciplinare aperto che dopo la sospensione potrebbe portare a una squalifica di mesi dalla nazionale, non sembrano aver intaccato motivazioni e vena realizzativa dell'immortale bomber, che per l'occasione ha abbandonato il look ramato dei capelli per tornare al suo classico colore nero. Ronaldo si è preso la scena anche per quello che ha fatto a margine del match: un gesto di sostegno molto forte all'Arabia Saudita, in un momento di enormi tensioni geopolitiche nella zona, col recente attacco degli Houthi che ha causato morti e feriti nell'aeroporto di Riad.

Cristiano Ronaldo vicino alla causa dell'Arabia Saudita

Prima della partita, giocata allo stadio dell'Al Nassr nella capitale, Ronaldo è stato ripreso mentre baciava l'emblema saudita sulla maglia (palma e spade incrociate, simbolo nazionale). Poi, dopo il fischio finale ha chiesto ai tifosi una sciarpa con la bandiera saudita e se l'è messa sulle spalle durante i festeggiamenti per la vittoria, incitando i tifosi assieme a Mané con il classico ‘viking clap', ovvero la coreografia che unisce grida e battiti di mani all'unisono, con un ritmo che accelera progressivamente. Tutto pubblicato sui propri social dal club, con una frase del 41enne attaccante: "Sono portoghese, ma appartengo al Regno dell'Arabia Saudita".

L'inizio della partita era stato ritardato di parecchi minuti proprio per un allarme di sicurezza della Protezione Civile saudita. Il momento è del resto davvero drammatico per l'intera regione. Nei giorni precedenti, gli Houthi – i ribelli yemeniti appoggiati dall'Iran – avevano intensificato i loro attacchi missilistici e con droni su Riad, in particolare sull'aeroporto internazionale King Khalid. La strage di sabato scorso, che ha causato ad ora 13 morti e oltre 300 feriti, è il più mortale sul territorio saudita in oltre un decennio.

La vicenda si inserisce nell'escalation del conflitto in Yemen e nelle tensioni regionali più ampie. Il gesto di Ronaldo va dunque letto in questo contesto e assume un significato potente di grande vicinanza e solidarietà al Paese che lo ospita da tre anni e che sta vivendo un clima di allarme e vulnerabilità. Non una dichiarazione politica articolata, ma un segnale visivo inequivocabile. E se l'account ufficiale dell'Al Nassr gli attribuisce quella frase, è perché evidentemente Cristiano ha acconsentito a farla usare, per fare del proprio volto uno strumento di supporto alla causa saudita.

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