Cristiano Ronaldo continua la protesta, la lega saudita perde la pazienza: cosa sta succedendo

La Saudi Pro League ha lanciato un avvertimento a Cristiano Ronaldo che continua la sua protesta contro l'Al Nassr: era sparito dalla circolazione, ma poi è ritornato pur restando fermo sulle sue posizioni e rifiutandosi di giocare con il resto della squadra. Non scenderà in campo neanche alla prossima partita e per questo il calcio saudita ha voluto rilasciare una dichiarazione che suona come una tirata d'orecchie al campione portoghese, messo in guardia per le conseguenze delle sue azioni.
In sostanza il messaggio è che nessuno è più grande del proprio club e che non si possono mettere in discussone le strategie attuate durante il mercato. I dirigenti della lega hanno spiegato come funziona la gestione delle società: anche se le quattro più importanti sono controllate al 75% dal fondo PIF restano comunque autonome e nessuno fa preferenze per gli investimenti che restano a discrezione delle singole squadre. Il rischio ora è quello di andare allo scontro totale che potrebbe portare a un addio prematuro di CR7 che non riceverà un trattamento speciale dalla lega saudita che ha condannato le sue azioni.

Cosa è successo tra il campionato saudita e Cristiano Ronaldo
CR7 continuerà a non giocare con l'Al Nassr in segno di protesta: sostiene che PIF abbia consentito all'Al Hilal di rinforzarsi di più, creando un divario in campionato che gli impedisce di competere per il titolo. Da quando è in Arabia Saudita non ha mai vinto un trofeo e anche in questa stagione potrebbe ritrovarsi a mani vuote, una situazione che alimenta la sua frustrazione. I dirigenti del calcio saudita stanno perdendo la pazienza perché Cristiano Ronaldo è in forma, si allena ma si rifiuta di giocare, nonostante venga pagato mezzo milione di euro al giorno.
Per questo hanno diramato un comunicato duro che sembra un avvertimento nei suoi confronti: "La Saudi Pro League è strutturata attorno a un principio semplice: ogni club opera in modo indipendente secondo le stesse regole. Cristiano è stato pienamente coinvolto nell'Al Nassr fin dal suo arrivo e ha svolto un ruolo importante nella crescita e nell'ambizione del club. Come ogni giocatore d'élite, vuole vincere. Ma nessun individuo, per quanto importante, determina decisioni che vanno oltre il proprio club". Dunque neanche lui può sentirsi più importante della squadra, parole pesanti che potrebbero aprire a una nuova frattura ancora più profonda se il giocatore dovesse prolungare la sua protesta.