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Cosa troverà l’Italia in Bosnia nello stadio di Zenica: erba irregolare e “spogliatoi scomodi”

L’Italia sfida la Bosnia nel “catino” del Bilino-Poje, un impianto vecchio e inospitale. Ulteriore ostacolo verso il sogno di qualificazione ai Mondiali 2026: gli Azzurri dovranno sfidare il maltempo, un campo in pessime condizioni e spogliatoi fatiscenti.
A cura di Alessio Pediglieri
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L'Italia si gioca martedì 31 marzo l'accesso ai Mondiali 2026 con la sfida alla Bosnia in trasferta, a Zenica, città prescelta per conoscere chi staccherà il pass per il torneo iridato di questa estate. Ma la Nazionale italiana è ancora a Coverciano, a poco più di 24 ore dalla partita e si imbarcherà sul charter solamente nel tardo pomeriggio, raggiungendo il piccolo stadio Bilino-Polje all'ultimo istante. Motivo? Le pessime condizioni meteo che imperversano e che hanno reso il campo ai limiti della praticabilità, spingendo Gennaro Gattuso e la FIGC a rivedere i piani del programma iniziale e rimandare la partenza. Un ulteriore "ostacolo" che si aggiunge ai pericoli di una gara "secca" da giocarsi in un impianto decisamente inospitale.

Il fatiscente stadio di Zenica: il campo si preannuncia in pessime condizioni
Il fatiscente stadio di Zenica: il campo si preannuncia in pessime condizioni

Maltempo, neve e pioggia in Bosnia: l'Italia rimanda la partenza all'ultimo istante

Una temperatura tutt'altro che primaverile, che si aggira attorno agli zero gradi, con neve e pioggia a completare il quadro che attenderà gli Azzurri al loro arrivo a Zenica dove alle 20:45 di martedì 31 marzo si giocheranno il classico all-in per accedere ai Mondiali 2026. Condizioni meteo a dir poco pessime, che hanno spinto la Federcalcio a rivedere e correggere il programma iniziale che prevedeva la partenza nella giornata di domenica e l'avvicinamento al match contro la Bosnia con l'arrivo un paio di giorni prima per ambientarsi. Purtroppo, le verifiche e i sopralluoghi effettuati sul manto erboso del Bilino-Polje hanno portato alla scelta di rimandare fino all'ultimo il viaggio in aereo verso Sarajevo e poi in pullman per 70km verso Zenica.

Le notizie che giungono da Zenica non sono decisamente confortanti: dopo la recente nevicata e le piogge previste nelle prossime ore, si sta facendo di tutto per proteggere il campo e mantenerlo agibile per la sfida di martedì, utilizzando sistemi di riscaldamento aggiuntivi ai tradizionali, anche poco ortodossi, come con stufe mobili. Un problema non da poco per il tasso tecnico dell'Italia, sicuramente superiore a quello dei bosniaci e che sarà messo a dura prova da un manto erboso in pessime condizioni. Un ostacolo aggiuntivo a quello ambientale che, oltre al clima rigido e al maltempo che potrebbe condizionarne il gioco, sarà caratterizzato anche dall'impianto scelto dalla Bosnia per sfidare l'Italia: piccolo, fatiscente, inospitale.

Lo stadio Bilino-Polje: impianto fatiscente, inospitale e con un campo in pessime condizioni

Il Bilino-Polje avrà sì solamente 8 mila persone sugli spalti per le recenti sanzioni Fifa che ha chiuso il 20% dello stadio dopo aver punito intemperanze e cori a sfondo discriminatorio di una tifoseria oltremodo calda. Ma sarà un impianto che renderà più che ostica la permanenza azzurra anche sul fronte logistico. Le tribune e le curve direttamente sul campo, renderanno lo stadio un piccolo catino di tifo caldissimo, ulteriore spinta alla Nazionale di Dzeko per compiere l'impresa.

Lo stadio di Zenica ospita 11 mila tifosi ma sarà ridotto a 8 mila per sanzioni Fifa
Lo stadio di Zenica ospita 11 mila tifosi ma sarà ridotto a 8 mila per sanzioni Fifa

Come ha riferito alla Gazzetta Roberto Cevoli, CT di San Marino che ha sfidato la Bosnia recentemente proprio in quello stadio, l'Italia dovrà far fronte anche ad altri problemi strutturali. Come quello rappresentato dagli spogliatoi per gli ospiti, ubicati solo al secondo piano dello stadio, raggiungibili attraverso rampe di scale ripide che metteranno a dura prova anche magazzinieri e il resto della delegazione azzurro: "Portare tutto il materiale fino a lì, senza poter utilizzare l’ascensore, è stato faticoso" ha rivelato alla Rosea.  Ulteriore impedimento da affrontare e superare perché l'Italia si possa meritare il tanto atteso accesso ai Mondiali.

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