Una multa di circa 400 euro. Ecco cosa rischiano i calciatori della Juventus che nella giornata di lunedì hanno violato il protocollo sull'isolamento per lasciare l'Italia e rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali o, addirittura, tornare a casa. Segnalati dal club bianconero all'Asl di Torino, il loro nome finirà in un fascicolo della Procura della Repubblica pimontese per aver trasgredito il pacchetto di norme anti-Covid dal quale nessun cittadino (tantomeno i giocatori) può esimersi. La sanzione amministrativa potrebbe non essere l'unica, qualora la Procura della Federcalcio decidesse di aprire un'inchiesta sui bianconeri (come accaduto per il Napoli, bloccato dall'Asl prima della partenza per Torino) con provvedimenti che vanno da un'ammenda alla squalifica. Provvedimenti che non dovrebbero toccare il club, avendo segnalato subito la violazione all'Ente

Hanno bucato la bolla, fatto i bagagli e sono saliti a bordo degli aerei che li hanno condotti a destinazione. Paulo Dybala è volato a Barcellona e poi in Argentina assieme a Messi (gli ha dato uno "strappo" con l'aereo personale), Cuadrado ha viaggiato assieme agli altri colombiani, Danilo ha fatto rientro in Brasile (nel suo percorso verso San Paolo c'era uno scalo a Madrid) mentre Bentancur ha raggiunto l’Uruguay.

Nel novero dei ‘correi' c'è anche Cristiano Ronaldo, che non ha avuto alcuna remora nel rispondere ‘presente' alla chiamata della selezione lusitana: CR7 è partito martedì mattina a bordo del suo aereo privato Gulfstream ed è atterrato poco dopo in Portogallo. Lì s'è recato nel ritiro dei lusitani, ha svolto l'allenamento e questa sera è atteso in campo per l'amichevole contro la Spagna a Lisbona. Ai cinque stranieri che hanno abbandonato il Paese si sono aggiunti Gianluigi Buffon e Merih Demiral che invece erano rientrati nelle rispettive abitazioni.

Tutti avrebbero dovuto attendere l'esito del secondo tampone ma non lo hanno fatto interrompendo la clausura del gruppo. Perché la Juventus era stata costretta al ritiro-isolamento? A causa dei casi di positività al coronavirus riscontrati su due persone abitualmente a contatto con la squadra.

È stata la stessa società a segnalarci che alcuni calciatori avevano lasciato il luogo dell’isolamento. Noi notizieremo l’autorità competente, cioè la Procura – ha ammesso Roberto Testi, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl Citta di Torino, al Corriere della Sera -. Se qualcuno dovesse aver preso magari un volo privato pagherà una multa.