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Cosa rischia l’Inter per il mistero LionRock in Serie A e Champions: il parere dell’esperto

Nel trasferimento delle quote dell’Inter da Zhang e Oaktree c’è qualcosa che non quadra: come ha fatto LionRock a uscire di scena nel 2021 senza comunicazioni ufficiali accertate e chi ne ha acquistato le quote?
Intervista a Avv. Felice Raimondo
Avvocato, esperto di diritto civile e di diritto sportivo
A cura di Maurizio De Santis
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Nel passaggio di proprietà dell'Inter a Oaktree c'è qualcosa che non quadra. Che fine ha fatto LionRock, il fondo asiatico che deteneva il 31% del pacchetto azionario dell’Inter? Perché come Grand Tower, l'altro socio al 61% riconducibile all'ex presidente Zhang, non ha consegnato le proprie quote ai nuovi proprietari?

La risposta, tutt'altro che esaustiva, l'ha data un portavoce di LionRock che ha fatto sapere all’agenzia tedesca Reuters (come ripreso da Dagospia) che nel 2021, prima che Oaktree finanziasse Zhang, il fondo non deteneva più azioni dei nerazzurri. In questo trasferimento c'è un lasso di tempo di 3 anni durante i quali non è chiaro come abbia fatto LionRock a uscire di scena senza comunicazioni ufficiali accertate e chi ne abbia acquistato le quote.

Com'è possibile? E soprattutto, di una variazione del genere a livello societario, ne era al corrente la Federcalcio? Per adesso alla Figc non risultano illeciti ma il dubbio, molto forte, resta: cosa rischia l'Inter qualora si accerti la mancata comunicazione di un cambiamento dei soci?

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L'avvocato Felice Raimondo, esperto di diritto civile e diritto sportivo, ha spiegato a Fanpage.it cosa può essere avvenuto e, in particolare, quali sono le eventuali conseguenze a livello penale e sportivo per l'Inter stessa.

Avvocato, cosa non quadra nella situazione di LionRock dopo il passaggio di Inter e Oaktree?
"Questo, nel caso, dovranno dirlo gli inquirenti se decideranno di indagare. Quello che sappiamo è che l'Inter pochi giorni fa ha comunicato che Great Horizon, il veicolo che indirettamente controllava il 68,5% dell'Inter e che è stato escusso da Oaktree, aveva pure la proprietà del 31,05% di LionRock. Ma non sappiamo quando sia avvenuto questo evento. A tutto questo si è aggiunta la recente dichiarazione del portavoce di Reuters, secondo il quale LionRock sarebbe uscita dall'affare addirittura dal 2021".

Una delle domande più gettonate di questi giorni: chi c’è dietro LionRock?
"Le informazioni conosciute ci dicono che stiamo parlando di un fondo di Hong Kong che per l'operazione ha costituito una società nelle isole Cayman (LionRock Zuqiu Limited). Altro non si sa".

Quale tipo di reato si configura in questo caso secondo le norme della FIGC?
"In teoria potrebbe configurarsi il medesimo reato contestato al Milan, ossia ‘ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza', regolato dall'articolo 2638 del codice civile. Mentre in ambito sportivo la sfera di riferimento è quella degli articoli 31 e 32 del Codice di Giustizia Sportiva".

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Cosa rischia l’Inter in Italia in caso di mancata comunicazione di un cambio societario?
"In ambito sportivo si rischiano le sanzioni previste dagli articoli 31 e 32 del Codice di Giustizia Sportiva. Il club per responsabilità oggettiva rischia dall’ammenda fino alla penalizzazione di punti in classifica (sul prossimo campionato), mentre i dirigenti rischiano l’inibizione. Da valutare – in base al materiale probatorio che verrà raccolto – se integrate anche dalla violazione dell’art. 4 (lealtà sportiva).

Il fatto che l’eventuale violazione copra un arco temporale di tre stagioni può inasprire le sanzioni?
"Certamente, sarebbero irregolarità reiterate negli anni".

L’Inter si espone a provvedimenti anche a livello Uefa?
"Sì, perché la variazione dei soci va comunicata anche ai fini del rilascio della licenza UEFA per poter giocare le competizioni europee. Le sanzioni possono essere diverse e vanno da multe fino alla esclusione dalla competizione".

Come è possibile che un cambio societario di questa portata sia rimasto lontano dai riflettori, anche della Procura Federale, per tre anni?
"Le variazioni del controllo societario superiori al 10% delle azioni vanno sempre comunicate in FIGC. Se tutto questo non è avvenuto dovranno chiarirlo gli organi preposti".

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