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Cosa aspettarsi dalla Serie A: Osimhen pesa tanto in un campionato a cui servono soldi e idee nuove

Che Serie A sarà quella della stagione 2023/2024? Il Napoli continua ad essere sé stesso, mentre le altre cercano nuovi flussi in entrata e l’idea nuova che spariglia le carte.
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A cura di Jvan Sica
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Il "migliore" acquisto del Napolè essere riuscito a trattenere Osimhen in Serie A.
Il "migliore" acquisto del Napolè essere riuscito a trattenere Osimhen in Serie A.

Che Serie A sarà quella della stagione 2023/2024? Molto probabilmente sarà un campionato a cui daremo un vero significato solo tra qualche anno, quando le trasformazioni potentissime che il mondo del calcio sta vivendo in questo periodo si acquieteranno e capiremo dove siamo arrivati.

Le ultime stagioni ci raccontano di un torneo in movimento, e questa è per definizione una buona notizia: un progetto che si stava accasciando su una sola vincitrice possibile già a dicembre e che adesso almeno internamente propone prospettive diverse, con un seguito che per forza di cose è cresciuto. Forse la spiegazione è che tutto sia diventato più mediocre, ma non è detto che una mediocre competizione non ci faccia divertire molto di più di uno squilibrato vantaggio competitivo.

Se già la serie A era un campionato in movimento, l’arrivo della forza economica dell’Arabia Saudita ha accelerato le particelle e creato un vortice per alcuni davvero inconcepibile. Veder partire per la Saudi Pro League calciatori come Milinkovic-Savic, Brozovic e con la concreta possibilità di perderne altri fa male e di sicuro il campionato verrà impoverito (molto più povero per quelli andati in Premier League a dire la verità), ma per la situazione economica in cui siamo (si parla di un debito complessivo intorno ai 5 miliardi di euro), i soldi servono e servono subito e trovare qualcuno che trovi appetibili i nostri calciatori è il primo obiettivo.

La nuova Juve riparte da Allegri e dall'ex ds del Napoli, Giuntoli.
La nuova Juve riparte da Allegri e dall'ex ds del Napoli, Giuntoli.

Segno che tutto sia in ricomposizione è proprio la vittoria del Napoli dello scorso anno, una società/squadra che ha tenuto fermi dei principi e che proprio in un momento di trasformazione è riuscita a emergere. Se poi guardiamo al campo, l’aver perso Spalletti e Kim pesa, ma quanto pesa non aver perso Osimhen, il centravanti migliore in Italia? E quanto pesa anche per gli altri calciatori in rosa l’idea che Osimhen sia restato di fronte a offerte colossali? Tanto, perché è il sì del grande calciatore, del ‘capobranco' che rasserena il gruppo e lo fa lavorare con lo stesso spirito.

Le altre pretendenti allo scudetto hanno fatto quello che potevano e soprattutto dovevano. La Juve doveva vendere e liberarsi di contratti esosi per puntellare la squadra e giocarsela con un gruppo di italiani giovani, rinverdendo la tradizione degli Anni ’70, quando ritornò in auge dopo il periodo di magra dei ’60 molto milanocentrici.

L'Inter di Simone Inzaghi tra le candidate alla vittoria dello scudetto.
L'Inter di Simone Inzaghi tra le candidate alla vittoria dello scudetto.

Proprio le milanesi hanno invece sviluppato una strategia differente. L’Inter ha venduto tanto e bene, comprando calciatori già noti e collaudati in serie A. Perdere Onana, Brozovic, Dzeko, Lukaku e Skriniar non è facile da digerire, ma se Marotta-Inzaghi faranno vincere l’Inter anche quest’anno allora almeno una targa bisogna fargliela avere.

Il Milan invece ha deciso di fare fuori Maldini e Massara i quali non volevano fare player trading ma costruire su un gruppo di fedelissimi aggiungendo qualità, e la società ha setacciato il mercato offrendo a Pioli tanti calciatori che hanno un solo obiettivo, quello di emergere in maniera definitiva nei prossimi due anni, giocare un Mondiale di alto livello e poi partire per lidi ricchissimi, facendo ricca la società stessa, che poi continuerà con la stessa strategia. Questo fino a quando una persona dei lidi suddetti non voglia prendere la società in maniera diretta.

Pulisic al Milan, l'ex di Borussia e Chelsea è il volto nuovo della Serie A.
Pulisic al Milan, l'ex di Borussia e Chelsea è il volto nuovo della Serie A.

Le uniche due squadre che non hanno fatto tanti calcoli e non hanno avuto troppe interferenze arabe sono quelle che il mercato ha migliorato di più, almeno sulla carta. La Roma di Mourinho ha preso cinque calciatori di livello internazionale che in questa serie A non dovrebbero per niente sfigurare. Se Dybala riesce a giocare almeno il 70% delle partite in un buono stato di forma, chi può dire che i giallorossi non possano puntare allo scudetto?

Per la Fiorentina invece lo scudetto è ancora un bel po’ distante, ma anche in questo caso calciatori come Parisi, Mina, Nzola, Arthur che sembra perfetto per Italiano, Sabiri potrebbero far giocare meglio la squadra. Se poi Beltràn arriva e diventa il “nuovo grande centravanti argentino della Fiorentina”, allora al Franchi si divertiranno davvero.

La Roma di José Mourinho confida nei colpi e nel rendimento di Dybala.
La Roma di José Mourinho confida nei colpi e nel rendimento di Dybala.

Forse Sarri per la Lazio ha pensato che fosse meglio restare così come si era che immaginare chissà quali trasformazioni, ottenendo solo il duo Kamada-Rovella al posto di Milinkovic-Savic, mentre l’Atalanta sembra essere la classica squadra che può avere scenari davanti a sé davvero estremi. Se il trio d’attacco De Ketelaere-Lookman-Scamacca (con El Bilal Touré che ruota) diventa quello che si immaginava fino a due anni fa, allora l’Atalanta farà paura davvero a tutti.

Di squadre tendenti all’essere materasso ad oggi non se ne vedono, forse per la questione della mediocrità diffusa di cui sopra, con alcune che devono essere seguite con grande attenzione, sulle quali farsi delle domande molto succulente. Se Retegui al Genoa impara i movimenti in area di rigore del suo mister Gilardino, cosa può diventare nel nostro campionato? Se il centrocampo del Torino trova la giusta quadra con Ilic, Tameze, Ricci e Vlasic può guidare le partite? Se Pafundi è un vero fenomeno, l’Udinese lo farà giocare di più? Se i tanti giovani che si sono mossi dopo un argento mondiale e un oro europeo con la Nazionale giocheranno di più, che serie A avremo?

Maurizio Sarri, la sua Lazio è tra le possibili protagoniste della stagione.
Maurizio Sarri, la sua Lazio è tra le possibili protagoniste della stagione.

Questa forse è la domanda principale. In un momento di così forte trasformazione, alla serie A servono soldi e idee nuove. Per i soldi abbiamo trovato un nuovo bacino inaspettato, per le idee sta a noi, che negli ultimi venti anni abbiamo troppo poco osato e molto campato di una rendita ridotta a quattro spicci.

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