La nostalgia canaglia è l'altra faccia della medaglia. Alexandre Pato la mescola assieme alla voglia di tornare in Italia e al Milan. Indosserebbe volentieri ancora una volta la maglia rossonera, lo ha fatto per cinque anni e 150 partite, segnando 63 gol tra luci e ombre, qualche infortunio di troppo e la soddisfazione di conquistare uno scudetto (2010-2011) una Supercoppa italiana (2011-2012), un Mondiale per Club (2007). Adesso gioca con il San Paolo al quale è legato da un contratto fino al 2022 ma se dall'Italia – e in particolare da Milano, città che gli è rimasta nel cuore – arrivasse una chiamata la risposta sarebbe scontata. Direbbe sì subito, senza pensarci due volte. La Serie A ha rappresentato un'esperienza importante nel percorso della sia carriera.

Mi piacerebbe tornare in Europa – si legge in un passaggio dell'intervista alla Gazzetta dello Sport -. Faccio bene quest’anno, vinco la Coppa Libertadores e poi torno… Al Milan sarebbe davvero bello.

Quante possibilità ci sono che Pato lasci il Brasile e torni in Italia è davvero prematuro ipotizzarlo. Oltre agli ostacoli contrattuali e di una trattativa al momento nemmeno in essere c'è anche l'emergenza sanitaria internazionale scoppiata a causa della pandemia da Coronavirus. La diffusione del contagio è arrivata anche in Sudamerica, il Covid-19 fa paura e lo stesso ex attaccante del Milan lo ha confessato raccontando anche un episodio che lo ha riguardato da vicino.

È una situazione che ha fa paura – ha aggiunto Pato – e alla luce di quello che sta accadendo niente sarà più come prima. Rispetto le indicazioni e sto a casa, mi alleno una volta al giorno per un’ora e mezza. Però c’è stato anche un momento in cui ho temuto per me stesso e per la mia famiglia. Mi venne la febbre e andai immediatamente in ospedale. Ero terrorizzato e temevo il peggio, che fossi stato contagiato… poi mi fecero il test che per fortuna è risultato negativo.