Come sarà il meteo a Bodo quando l’Inter ci giocherà in Champions a metà febbraio: inferno artico

Le raffiche di vento gelido che spira sull'Aspmyra Stadion è il nemico numero uno per l'Inter che giocherà contro il Bodo Glimt l'andata dei playoff di Champions. Il rischio di shock termico e il campo in sintetico entrano nel corredo accessorio delle insidie che a metà febbraio attendono i nerazzurri diretti in Norvegia, nella città che si trova più a nord del Circolo Polare Artico. "Che tempo farà lì?", è il post ironico condiviso sui social dai nerazzurri. In realtà, sanno benissimo in quali condizioni climatiche potrebbero trovarsi e che proprio le temperature sotto zero possono diventare insopportabili a causa delle folate che spingono la colonnina di mercurio al ribasso.
Il clima che troverà l'Inter a Bodo a metà febbraio
Rigido, imprevedibile, durissimo. È l'inverno (o l'inferno) che attende l'Inter a metà febbraio (andata prevista per il 17 o il 18) in quella porzione di Norvegia dove le condizioni termiche oscillano di giorno intorno allo zero e possono addirittura precipitare fino a -10° e oltre a seconda delle correnti di aria ghiacciata che spazza il territorio o dei nuvoloni carichi di neve che possono essere devastanti se diventano tormenta. Quanto alle ore di luce diurna, in quel periodo si contato 7, 8 ore: con il sole che sorge intorno alle 8 e tramonta al massimo verso le 16:30.
E il campo di gioco? Un sistema di riscaldamento sotterraneo fa sì che la coltre bianca non si accumuli in superficie e la manifattura in sintetico evita l'effetto di erba bruciacchiata dal freddo e fondo che sembra una pietra con tutto quel che comporta restare in equilibrio.
La trappola artica nella quale sono caduti anche Haaland e il Manchester City
Il Bodo Glimt ha trasformato il clima ostile in un'arma vincente nelle competizioni europee, ne sa qualcosa il Manchester City che proprio in Norvegia è incappato in una brutta sconfitta (3-1) cadendo nella cosiddetta trappola artica nel match della fase a gironi. Un anno fa, nei quarti di Europa League soffrì (e anche tanto) la Lazio: nonostante un match giocato ad aprile, l'incontro venne preceduto da una nevicata abbondante e da una temperatura che calò vertiginosamente. "Giocare lì in inverno è come entrare in un freezer: le squadre del sud Europa non sono preparate", fu il commento di un osservatore Uefa dopo la sconfitta dei capitolini (2-0), notando come il possesso e i recuperi alti (fino a 34 in una partita) siano amplificati dal disagio degli avversari.